L’alluminio scende e continuerà a farlo se Shanghai rimane in lockdown

I prezzi dell’alluminio hanno cominciato a scendere e qualcuno si attende altri cali. Tra lockdown in Cina e sanzioni energetiche contro la Russia, quali sono le prospettive per i prossimi mesi?

Gli eventi cinesi stanno trascinando i prezzi dell’alluminio verso il basso.

È vero che tutti i metalli si muovono guidati dai fondamentali (domanda e offerta) e l’alluminio non fa eccezione. Tuttavia, quello che sta accadendo all’economia cinese è come un terremoto per il mercato dell’alluminio, che predomina su tutti gli altri fattori. La Cina è il più grande produttore e consumatore di materie prime, tanto che i recenti problemi che si trova ad affrontare stanno impattando pesantemente su tutto il settore dei metalli.

La politica zero-COVID ha provocato una contrazione della produzione e dei consumi

I prezzi del rame avevano già iniziato a cedere dopo le iniziative cinesi zero-COVID che hanno colpito Shanghai. I prezzi LME del rame sono calati del 13,69% da marzo ad aprile, mentre quelli dell’alluminio del 4,96%.

I lockdown in corso a Shanghai hanno provocato una contrazione significativa della produzione e dei consumi. Secondo l’Amministrazione Generale delle Dogane, a marzo, le importazioni di alluminio in Cina hanno registrato un calo del 4,6% su base annua. Gli esperti prevedono che questa tendenza proseguirà per tutto il tempo che saranno in vigore le restrizioni legate al COVID.

Il grande peso della Cina sul mercato dei metalli

È davvero impressionante constatare quanto sia “pesante” la Cina sul mercato dei metalli, anche quando la guerra in Ucraina e le sanzioni contro la Russia esercitano una fortissima pressione al rialzo sui prezzi dell’alluminio.

L’Europa prevede un embargo completo sul petrolio russo entro la fine del 2022, mentre gli Stati Uniti hanno vietato le importazioni russe di petrolio, GNL e carbone già da marzo. I prezzi dell’alluminio sono particolarmente sensibili alle fluttuazioni dei mercati energetici visto che l’energia rappresenta circa un terzo dei costi di produzione del metallo. Spesso, l’andamento dei prezzi dell’alluminio rispecchia quello del petrolio e, naturalmente, entrambi sono aumentati drasticamente in seguito alla guerra in Ucraina.

Prima della guerra, la crisi energetica europea aveva causato la chiusura di molte produzioni di alluminio in tutto il continente, spingendo i prezzi verso l’alto. Si prevede inoltre che questa pressione peggiorerà solo se l’Unione Europea (UE) porterà avanti il suo ultimo round di sanzioni.

Ma, prima o poi, i lockdown finiranno…

Di contro, i lockdown della Cina hanno fermato la domanda sia di petrolio che di metalli come l’alluminio. Secondo l’Amministrazione Generale delle Dogane, le importazioni cinesi di petrolio sono diminuite del 14% anno su anno a marzo. Naturalmente, quando le restrizioni verranno revocate e la Cina si riprenderà dall’ultima ondata di COVID, la domanda riprenderà e i prezzi dell’alluminio non saranno più intrappolati.

Sia per il petrolio che per l’alluminio, il ritorno della domanda cinese combinato con l’assenza di forniture energetiche russe, darà un forte supporto ai prezzi, soprattutto nei paesi UE. Tuttavia, i tempi rimangono incerti e i mercati, per il momento, non stanno prezzando il potenziale ritorno della domanda cinese.

Oggi, 10 maggio, il contratto dell’alluminio a 3 mesi LME quota 2.715 dollari per tonnellata.

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