Tangenti ENI in Nigeria: sequestrati gioielli e un iPhone d’oro

Un caso di maxi corruzione miliardaria per controllare uno dei più ricchi giacimenti di petrolio dell’Africa porta la firma di ENI e Shell.

Tangenti ENI in Nigeria: sequestrati gioielli e un iPhone d'oro

Un tribunale nigeriano ha ordinato il sequestro di 40 milioni di dollari di oggetti di lusso, principalmente gioielli e un iPhone dorato personalizzato appartenente all’ex ministro delle risorse petrolifere della Nigeria, Diezani Alison-Madueke.

Il sequestro è legato ad un clamoroso caso di riciclaggio di denaro e tangenti che ha coinvolto l’ex presidente nigeriano Goodluck Johnathon.

La maxi tangente di ENI e Shell

Naturalmente, quando si sono dei corrotti esistono anche i corruttori. In questo caso, conosciuto come Malabu Petroleum/OPL245, i corruttori sono aziende del calibro di Shell, ENI e JPMorgan. Ma nella torbida vicenda c’è anche la Duke Oil Company e Trafigura.

In Italia, per quanto poco considerato dai media nazionali, si sta celebrando il processo OPL245, che vede sul banco degli imputati ENI, Shell e altre 13 figure chiave, tra manager e intermediari. Una complessa vicenda cominciata nel 1998 e che ruota attorno alla tangente miliardaria versata per l’acquisizione di una ricca licenza petrolifera in Nigeria.

Ma anche nel resto del mondo stanno nascendo nuove cause contro ENI e Shell a seguito di questo caso di maxi-corruzione, dall’Olanda al Regno Unito, dagli Stati Uniti alla Nigeria.

Lo stato nigeriano ha perso miliardi di dollari

Gli esperti finanziari sostengono che il tesoro nigeriano ha perso più di 5 miliardi di dollari a causa delle scadenti condizioni fiscali negoziate nell’accordo OPL 245. A questa cifra sono da aggiungere 1,1 miliardi di dollari che lo stato nigeriano ha già perso a causa delle tangenti incassate dai corrotti.

In gioco c’è la reputazione di due delle più grandi compagnie petrolifere del mondo. Se ENI e Shell dovessero perdere le cause nei tribunali, i loro alti funzionari potrebbero essere giudicati. Inoltre, i titoli azionari potrebbero crollare e la cosa potrebbe significare la morte di un modello di business delle aziende petrolifere e minerarie. Un modello fatto da operatori segreti, lobbisti, faccendieri e affaristi che aiutano a fare accordi con gangster, politici e dittatori, senza alcuna conseguenza giuridica per le società.

Tornando al sequestro milionario, oltre all’iPhone d’oro, sono stati sequestrati 419 braccialetti, 315 anelli e 189 orologi da polso. A Madueke, nel 2017, era già stato sequestrato un appartamento da 37,5 milioni di dollari.

Madueke ha presieduto il Ministero del Petrolio della Nigeria dal 2011 fino al 2015 ed è stata la prima presidente donna dell’OPEC. Adesso, la Nigeria ha emesso un mandato di cattura internazionale per appropriazione indebita di fondi pubblici, ma nessuno conosce dove si trovi Madueke.

Nel frattempo, il giacimento petrolifero offshore OPL245 rimane una delle maggiori risorse petrolifere non sfruttate dell’Africa, con 9 miliardi di barili di riserve petrolifere. ENI e Shell detengono ancora i diritti sul giacimento, ma entrambe rischiano grosso, con una causa da 1 miliardo di dollari che non si concluderà tanto rapidamente.

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