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La rivoluzione elettrica in Cina non può fare a meno della grafite

La Cina è destinata a dominare il mercato dei veicoli elettrici. Ma chi sarà ad avere il controllo della grafite, il materiale chiave del mercato?

È sempre più pericoloso camminare per le strade di Pechino o di Shanghai. Uno sciame di motorini sbucano da ogni dove e, questa volta, in silenzio. Infatti, la rivoluzione dei veicoli elettrici in Cina è già una realtà.

Mentre il resto del mondo procede lentamente nel passaggio da motori a combustione interna ai veicoli elettrici (EV), in Cina le vendite di elettrico sono state quasi il doppio che nel resto del mondo. A differenza degli altri paesi, la rivoluzione EV sta coinvolgendo tutte le persone, indipendentemente dal loro di livello di reddito. Le vecchie due ruote, rumorose e con il motore a scoppio, vengono facilmente convertite in elettriche, per la disperazione di tutti i turisti occidentali che passeggiano per le affollate strade cinesi.

Con l’aumento della domanda globale di veicoli elettrici, aumenta anche la domanda delle materie prime necessarie. Come noto, uno dei materiali chiave per le batterie al litio, che alimentano gli EV, è la grafite.

In tutto il mondo, il numero di veicoli elettrici su strada è in costante aumento. Secondo la International Energy Agency, i veicoli elettrici dovrebbe superare i 13 milioni entro il 2020 (nel 2017 erano 3,7 milioni). I progressi dell’Occidente in questo settore sono abbastanza ridicoli rispetto a quelli della Cina, che resterà il più grande mercato EV del mondo. Entro il 2025, i veicoli elettrici rappresenteranno oltre il 25% del totale dei veicoli venduti nel paese.

Perchè tanti veicoli elettrici in Cina?

Viene spontaneo domandarsi perchè l’elettrico abbia avuto un simile successo in Cina. La risposta è semplice. La rapida industrializzazione e urbanizzazione del paese negli ultimi decenni, combinata con un disinteresse per la regolamentazione ambientale da parte dello Stato, ha provocato un massiccio inquinamento atmosferico nei principali centri urbani. Lo smog ha avuto un effetto incredibilmente negativo sulla qualità della vita e ha contribuito alla morte di circa 1,6 milioni cinesi all’anno.

Di conseguenza, negli ultimi anni, lo Stato ha dichiarato guerra all’inquinamento atmosferico. Tra le misure prese c’è il sussidio fino a quasi 17.000 dollari (110.000 yuan) per gli acquirenti di veicoli elettrici. Inoltre, il governo prevede di costruire 120.000 stazioni di ricarica per EV entro il 2020.

Ma anche il mercato sta aiutando la rivoluzione EV cinese. Sei dei 10 maggiori produttori mondiali di veicoli elettrici sono cinesi e, oltre a questi, sono nate dozzine di piccole aziende e di start-up. Diversamente dall’industria EV occidentale, che finora si è concentrata sul mercato di fascia alta, il mercato cinese ha prezzi più bassi e offre prodotti per tutte le tasche.

Un minerale povero ma indispensabile

Al centro di questa rivoluzione tecnologica c’è un minerale che fino a pochi anni fa era sconosciuto alla maggior parte delle persone: la grafite. Infatti, le batterie agli ioni di litio che alimentano i veicoli elettrici, sono costituite, oltre che da litio e cobalto, anche da grafite. Serve infatti per produrre gli elettrodi anodici negativi delle ​batterie, grazie al fatto di essere un non-metallo con proprietà conduttive. La batteria di una Tesla Model S, ad esempio, contiene circa 85 chilogrammi di grafite.

Questo minerale è disponibile in varie forme e gradi di purezza. Senza entrare nei dettagli, è importante sapere che la grafite a scaglie larghe è quella più adatta per le batterie agli ioni di litio. Al contrario, quella a scaglie piccole è meno pura e non adatta per le batterie. Perciò, poichè la Cina produce soprattutto grafite a scaglie piccole (è il primo produttore del mondo), ci saranno grandi opportunità per quelle società che riusciranno a riempire il vuoto tra domanda e offerta a livello globale. Tanto più che la Cina, nel corso del 2017, ha chiuso molte miniere di grafite per motivi ambientali.

A livello di paese, chi potrebbe beneficiare di questa situazione sono India, Brasile e Canada, che sono i principali produttori del mondo dopo la Cina. Tra questi, il favorito è il Canada, che possiede giacimenti di grafite a scaglie larghe.

Il mercato sarà sempre più affamato di grafite di alta qualità, non solo nel settore EV, ma anche nell’elettronica di consumo. Insomma, la disponibilità di grafite non è una preoccupazione soltanto di aziende come Tesla, ma anche di LG, Samsung o Apple.

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