Investimenti

Prospettive dell’oro nel 2013

Il sentimento degli investitori è più propenso al rischio e il ruolo dell’oro come bene rifugio non è apprezzato come negli scorsi anni. È finita la corsa all’oro?

Il 2013 è iniziato con una maggior propensione al rischio da parte di quasi tutti gli investitori sui mercati internazionali.

Questo nuovo atteggiamento ha alimentato qualche preoccupazione sulle prospettive di crescita delle quotazioni dell’oro. Recentemente il World Gold Council (WGC) ha pubblicato un rapporto circa le capacità del metallo giallo di mettere a segno il 12° rialzo consecutivo annuo. Quello che emerge è una visione non del tutto pessimistica sulle prospettive dell’oro, anche se siamo lontani dall’ottimismo degli scorsi anni.

Nel quarto trimestre 2012 l’oro è sceso in quasi tutte le valute, mediamente del 6,2%. Inoltre si è abbassata la volatilità, ai minimi degli ultimi dieci anni, così come i volumi trattati. In questa prima parte del nuovo anno, gli investitori hanno una rinnovata propensione al rischio e di conseguenza sono meno interessati ai beni rifugio.

Molti investitori sono passati dall’investimento in obbligazioni a quello in azioni e secondo il WGC questo fatto dovrebbe aumentare l’importanza dell’oro come diversificazione a basso rischio rispetto all’investimento azionario. Ma in molti paesi emergenti si sta verificando un miglioramento economico e sta affermandosi un sentimento positivo sulle prospettive future dell’economia. La domanda di oro potrebbe subirne le conseguenze negative.

La domanda di oro è stata fino ad ora sostenuta dai timori di spinte inflattive, soprattutto in Cina e India

Certamente la domanda di oro è stata fino ad ora sostenuta dai timori di spinte inflattive, soprattutto in Cina e India, e ad oggi i timori non sembrano ancora cessati.

Anche se la crisi dell’euro-zona è stata evitata dagli interventi della BCE, il pericolo non sembra per nulla scampato. Le conseguenze inattese delle misure di austerità, disoccupazione e calo dei consumi, potrebbero riaccendere le preoccupazioni per l’Europa nel corso del 2013. L’oro funzionerebbe come salvagente per i capitali se si dovesse verificare una crisi della zona euro.


Anche se le prospettive di crescita economica mondiale sono migliorate, i rischi rimangono alti. Di conseguenza l’oro, trascurato negli ultimi mesi, potrebbe infiammarsi un’altra volta come successo negli anni scorsi. Ma è molto probabile che l’ago della bilancia sarà ancora una volta costituito dalla domanda dei mercati emergenti.

Come sempre il mercato è diviso tra rialzisti e ribassisti, ma il sentimento che si sta diffondendo sempre di più è che, a meno di colpi di scena, gli anni d’oro per il metallo giallo stanno volgendo al termine.

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