Mercati

Moderato ottimismo per il piombo nel 2017

Durante lo scorso anno il piombo non è andato bene, al contrario di altri metalli industriali. Tuttavia, nell’ultimo trimestre, i prezzi sono rimbalzati e nel 2017…

Moderato ottimismo per il piombo nel 2017

Negli ultimissimi mesi i prezzi del piombo hanno recuperato, dopo un 2016 sottotono e un 2015 in discesa.

Finalmente, il futuro per questo metallo di base sembra promettere bene, grazie ad una domanda prevista in aumento a 11,34 milioni di tonnellate per il 2017, come traspare dai dati dell’International Lead and Zinc Study Group (ILZSG). In termini di squilibrio tra domanda e offerta, anche per quest’anno, il mercato rimarrà in surplus, ma in quantità inferiore rispetto al 2016.

Anche se nel mese di dicembre, i prezzi del piombo hanno guadagnato più del 25% rispetto all’inizio del 2016, gli analisti prevedono un leggero calo per il 2017.

All’inizio dello scorso anno, le quotazioni del metallo erano inferiori ai 1.600 dollari per tonnellata, mentre verso fine anno avevano raggiunto un massimo di 2.565 dollari. Un rally negli ultimi due mesi dell’anno, un po’ esagerato secondo alcuni analisti, anche se i fondamentali che lo hanno sostenuto sono robusti. Le cause sono state la carenza di metallo in Cina a seguito della chiusura di alcune miniere, che hanno fatto scendere la produzione mineraria globale di quasi l’8% rispetto al 2015.

Il piombo è il quarto metallo più usato in tutto il mondo e le sue principali applicazioni sono nelle batterie e nei cavi per le comunicazioni

Il piombo non aveva seguito gli aumenti degli altri metalli industriali durante lo scorso anno e soltanto nella parte finale dell’anno c’è stato un recupero, che ha assunto dimensioni drammatiche sul mercato cinese, così come su quello internazionale. Tanto da indurre ad una certa perplessità molti operatori del settore

Il piombo è il quarto metallo più usato in tutto il mondo e le sue principali applicazioni sono nelle batterie e nei cavi per le comunicazioni. Il metallo può essere riciclato all’infinito senza perdere le sue proprietà, motivo per il quale oltre il 60% della produzione deriva dal riciclo.

A livello globale, la Cina, l’Australia, gli Stati Uniti e il Perù rappresenteranno oltre il 75% della produzione di piombo per i prossimi anni.

Anche se le batterie agli ioni di litio stanno catalizzando l’attenzione di tutto il mondo grazie agli sviluppi tecnologici della Tesla e degli altri produttori di veicoli elettrici, tutti hanno ancora bisogno delle tradizionali batterie al piombo. Secondo Market Research, il mercato globale delle batterie al piombo ha fatturato circa 46,8 miliardi di dollari nel 2015, una cifra che è probabilmente stata superata nel 2016.

Secondo ILZSG, la domanda globale di metallo raffinato si prevede in aumento del 2,8% nel 2016 e di un ulteriore 1,3% nel 2017. Nel 2016, l’utilizzo di piombo in Cina è cresciuto del 2,5%, mentre nel 2017 si prevede crescerà dell’1,1%. Per BMI Research, il mercato globale di piombo primario sarà in deficit entro il 2018.

Ma vediamo quali sono le previsioni di prezzo per quest’anno.


Secondo FocusEconomics, i prezzi medi per il 2017 saranno di 1.977 dollari per tonnellata, mentre CPM prevede 2.066 dollari. Anche Macquire è in linea con queste previsioni:  2.003 dollari per tonnellata. Sono invece più ottimisti TD Bank e Société Générale, che prevedono rispettivamente una media di 2.116 dollari e 2.200 dollari.

Per il piombo le prospettive sembrano promettenti, anche se ci vorrà tempo perché la domanda e l’offerta trovino un equilibrio. Certamente, le cose sembrano mettersi meglio di quanto gli investitori si aspettassero fino a pochi mesi fa.

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