Economia

La Cina ha colonizzato le miniere africane

La campagna acquisti della Cina di miniere e società minerarie, procede anche in tutto il continente africano. Questa volta la preda è il principale produttore di oro della Tanzania.

La Cina è ancora al centro delle preoccupazioni internazionali. La China National Gold, azienda statale e maggiore produttore d’oro cinese, ha annunciato che acquisterà il 74% della African Barrick Gold. La African Barrick Gold è il maggiore produttore d’oro della Tanzania. L’acquisto consentirebbe alla China National Gold di raddoppiare la propria produzione di oro.

Il probabile accordo mette in risalto due aspetti della politica degli investimenti della Cina. Il primo riguarda un aumento della ricchezza del paese mentre il secondo riguarda il massiccio intervento dello stato per favorire acquisizioni nei settori più strategici. La Cina è già il principale produttore di oro del mondo, con 360 tonnellate prodotte nel 2011, ma la crescente domanda interna degli investitori cinesi che usano l’oro come copertura dall’inflazione, ha portato i consumi a superare la produzione: 800 tonnellate nel 2011.

Ma perché la Cina è così interessata alle risorse del continente africano?

Ma perché la Cina è così interessata alle risorse del continente africano? La risposta può sembrare banale: il paese deve garantire una fornitura costante di prodotti, non solo minerari, per alimentare la propria crescita. Secondo Deutsche Bank, le previsioni di quest’anno indicano un tasso del 7,7% di crescita per l’economia cinese. Certamente un tasso inferiore al 9,2% del 2011, ma ancora un tasso di crescita di tutto rispetto, soprattutto  se paragonato ai tassi di crescita delle altre economie mondiali.

Dal 2009, la Cina è il principale partner commerciale dell’Africa. Un terzo del petrolio che la Cina importa, arriva proprio dal continente africano. Per giungere a questi risultati, la Cina ha fatto localmente ingenti investimenti in infrastrutture, come linee elettriche e strade. Il primo paese africano a beneficiare degli investimenti cinesi nel settore minerario, è lo Zambia, paese ricco di rame, che costituisce circa i due terzi delle entrate governative. Certamente lo Zambia ha creato nuovi posti di lavoro per la popolazione, ma ha anche importato gli standard lavorativi cinesi: orari di lavoro dalle 12 alle 18 ore e sicurezza sul lavoro inesistente.


Ma perchè le altre società minerarie occidentali lasciano il terreno libero alla Cina nel continente africano? Fondamentalmente non riescono a competere  con le società cinesi soprattutto per la loro forza finanziaria, appoggiate come sono dallo stato. Un caso esemplare si è verificato nel 2007 in Congo, quando il governo locale ha espropriato i permessi di estrazione alla Katanga Mining, importante società canadese, per  consegnarli alla Sicomines Company, società in parte di proprietà cinese.

L’Africa si è liberata dai colonizzatori occidentali giusto in tempo per vedere arrivare quelli cinesi.

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1 Commento

  1. Per il momento l’azione della Cina in Africa offre vantaggi ( investimenti, infrastrutture, costi minori, lavoro ) equiparabili se non superiori ai danni. Ma questi ultimi stanno crescendo, gli orari impossibili e la mancanza di sicurezza per i lavoratori, le basse buste paga e l’autoritarismo, oltre all’acquisizione diretta delle regioni africane, creano i presupposti per una rivolta che qua e là sta già montando.

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