Il cuore di tutte le applicazioni tecnologiche è in Africa

Le nuove tecnologie stanno facendo crescere la domanda globale di ‘vecchi’ metalli. Ma chi possiede tutte queste ricchezze è un continente solo: l’Africa.

Il cuore di tutte le applicazioni tecnologiche è in Africa

Per secoli e secoli, il destino dell’Africa è stato segnato dall’oro e dai diamanti. La competizione tra i più importanti paesi del mondo per il dominio del continente africano era focalizzata sul controllo di queste due fonti di ricchezza.

Oggi, il nascente mercato dei veicoli elettrici ha aggiunto cobalto e litio, essenziali per le batterie, alla lista delle ricchezze africane che fanno gola a tutto il mondo.

Le nuove ricchezze naturali che fanno gola a tutto il mondo

Il cobalto è stato usato per anni nei motori delle turbine degli aerei, negli essiccanti per vernici, coloranti e pigmenti, oltre che nei supporti di registrazione magnetici e nei pneumatici radiali con fasce in acciaio. Ma è anche un componente chiave delle batterie, sempre più importanti con l’emergere dei veicoli elettrici.

La Repubblica Democratica del Congo (RDC), da sola, produce quasi i due terzi del cobalto di tutto il mondo e ha anche enormi riserve non sfruttate di litio. Perciò, il paese è insostituibile nella catena delle forniture per l’industria dei veicoli elettrici.

Inoltre, anche il Marocco, il Madagascar, il Botswana, il Sudafrica, lo Zambia e lo Zimbabwe producono cobalto, anche se in quantità molto minori.

Ma i paesi africani hanno anche risorse significative di altri metalli indispensabili a molte nuove applicazioni tecnologiche. Lo Zimbabwe è tra i maggiori produttori di litio e il Mali ha identificato riserve non ancora sfruttate dello stesso metallo. Non solo… in Africa ci sono altri materiali come la grafite, anch’essa utilizzata nelle batterie. Il Madagascar e il Mozambico ne sono tra i primi 10 produttori al mondo.

Il mercato dei veicoli elettrici non può fare a meno dell’Africa

Secondo Roskill, società di consulenza specializzata nel settore, nel breve e nel medio termine, l’Africa è fondamentale per la crescita del mercato dei veicoli elettrici. Quest’ultimo avrà un valore di 567 miliardi di dollari entro il 2025 e l’Africa ha tutto il potenziale per beneficiarne.

Ironia della sorte, tutte queste ricchezze non hanno molto giovato al popolo africano. I minerali costituiscono una delle principali esportazioni (sono secondi solo gli idrocarburi), con circa il 10% delle esportazioni totali. Ma nella maggior parte dei paesi, tutto il settore ha subito una decelerazione. In Sudafrica, per esempio, il contributo dei minerali al PIL è diminuito dal 21% nel 1970 al 7% di oggi. Nell’Africa occidentale, il contributo del settore è diminuito a meno dell’1% da una media del 5% nello stesso periodo.

Tuttavia, la African Development Bank stima che le risorse minerarie, se ben sfruttate, potrebbero contribuire con oltre 30 miliardi di dollari all’anno alle entrate dei governi africani nei prossimi 20 anni.

Oltre ai problemi che hanno sempre afflitto l’Africa per quanto riguarda lo sfruttamento delle sue enormi ricchezze, c’è qualcosa di relativamente nuovo che preoccupa tutti i produttori di beni tecnologici, soprattutto quelli occidentali. Si tratta della profonda presenza della Cina nel settore minerario africano.

Pechino è una delle principali fonti di investimento diretto in miniere e infrastrutture. E come importanti acquirenti di metalli preziosi, le aziende cinesi assicurano accordi con altre società cinesi per l’acquisto dei minerali prodotti. In altre parole, giocando in anticipo sul resto del mercato, la Cina si è assicurata il controllo di una risorsa come il cobalto, diventando il principale produttore mondiale di cobalto raffinato.

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