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Comprare passaporto e cittadinanza in Ungheria, un’opzione che potrebbe diventare reale

Si potrà comprare passaporto, residenza e cittadinanza proprio nel cuore dell’Europa. I più interessati sembrano essere gli investitori cinesi.

Ha sorpreso l’intera comunità internazionale la proposta del partito al governo in Ungheria, di concedere la residenza permanente e a seguire la cittadinanza, per quegli investitori che acquistano titoli di stato per un valore di almeno 250.000 euro. In tal modo il governo ungherese spera di attirare miliardi di euro di investimenti da parte di investitori di tutto il mondo.

>Secondo una fonte, che preferisce mantenere l’anonimato, la misura è specificatamente mirata agli investitori cinesi che desiderano acquisire una residenza e cittadinanza in Europa.

La nuova proposta di legge, porterà alla creazione della figura dell’investitore residente, che nell’intenzione del governo ungherese porterà un beneficio a tutto il settore immobiliare, dei consumi al dettaglio e di tutti gli investimenti in genere.

Se l’Ungheria adotterà questa proposta, offrirà una possibilità davvero attraente per moltissimi investitori esteri, soprattutto cinesi, anche in considerazione del fatto che il paese è un membro dell’Unione Europea. Quindi i cittadini membri di uno stato membro, hanno diritto di vivere e lavorare in tutti i paesi europei, senza alcuna restrizione. Il passaporto ungherese consente l’esenzione dal visto in più di 150 paesi, che a confronto del passaporto della Repubblica Popolare Cinese, che è esente da visto in soli circa 40 paesi, offre enormi vantaggi.

Il passaporto ungherese consente l’esenzione dal visto in più di 150 paesi

Esaminando le implicazioni che avrebbe una simile normativa, è possibile focalizzare tre aspetti fondamentali.

Il primo è di carattere politico. La vendita della cittadinanza da parte di uno stato è sempre stato un tema assai controverso. In Ungheria, i partiti ultra-nazionalisti hanno espresso forte sdegno verso la vendita di un loro diritto acquisito attraverso la nascita ungherese a soggetti stranieri, soprattutto cinesi. Così come gli altri paesi dell‘Europa, che hanno pesantemente criticato la proposta, marchiandola come un abuso rispetto ai trattati europei in tema di immigrazione.

Il secondo aspetto è di carattere fiscale. In Ungheria il carico fiscale non è particolarmente elevato, ma a differenza di quasi tutti gli altri paesi, con l’importante eccezione degli Stati Uniti, impone tasse anche per i cittadini non residenti. L’Ungheria rinuncia al credito fiscale verso suoi cittadini residenti in tutto il mondo, soltanto se risiedono in uno dei paesi con i quali esiste un trattato fiscale bilaterale.


Il terzo aspetto è la reazione degli altri paesi dell’Unione Europea. Se la proposta ungherese diventasse legge e venissero concesse le cittadinanze agli investitori extra-comunitari, è probabile che gli altri paesi europei reagirebbero, discriminando tutti i titolari di passaporto ungherese. Potrebbero espellere l’Ungheria dagli accordi di Schengen, che dà il diritto ai titolari di passaporto ungherese di viaggiare senza visto all’interno dei 25 paesi dell’Unione Europea. Un caso del genere si sta verificando in Grecia, che non riuscendo a reprimere il fenomeno dell’immigrazione clandestina, potrebbe essere presto espulsa dagli accordi di Schengen.

Certamente la proposta del governo ungherese è molto interessante e potrebbe aprire le porte a nuove possibilità per gli investitori internazionali che troverebbero un parziale paradiso fiscale, non più in qualche sperduta e minuscola isoletta in mezzo all’oceano, ma in uno Stato vero e proprio, nel bel mezzo dell’Europa. Un grattacapo non da poco, per tutti i ministri delle finanze europei, sempre alla ricerca di nuove imposte e tasse da imporre ai propri cittadini.

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