Transizione verde, la pericolosa favola verso il disastro economico

I limiti dell’energia verde stanno diventando sempre più chiari, mentre i combustibili fossili sono più costosi e meno disponibili.

Transizione verde, la pericolosa favola verso il disastro economico

Per anni ci è stato detto che l’elettricità intermittente da eolico e solare può essere la base di una nuova green economy. Tuttavia, alla prova dei fatti, come durante l’attuale crisi energetica, le cose non stanno andando come previsto.

Sta diventando sempre più chiaro che non si può contare sull’eolico e sul solare, intermittenti per definizione, per fornire un’adeguata fornitura di elettricità quando il sistema di distribuzione elettrica ne ha bisogno.

Variabilità del vento e del sole? No problem…

Secondo i progetti iniziali, si pensava che la variabilità del vento e del solare non sarebbe stato un grosso problema. Con l’uso di un numero sufficiente di apparecchi per generare energia rinnovabile intermittente, questa variabilità si sarebbe annullata. In alternativa, lunghe linee di trasmissione avrebbero dovuto garantire un trasferimento di elettricità sufficiente tra le differenti località per compensare tutta la variabilità.

La realtà ha dimostrato che non è così.

Ad esempio, nel terzo trimestre del 2021, i venti deboli hanno contribuito in modo significativo alla crisi energetica dell’Europa. I maggiori produttori eolici (Gran Bretagna, Germania e Francia) hanno prodotto solo il 14% della capacità installata durante questo periodo, rispetto ad una media dal 20% o 26% degli anni precedenti. Di fatto, una carenza di vento di 3 mesi.

Anche in Cina, nel 2021, c’è stato un clima secco e senza vento, tanto che la generazione di energia eolica è stata straordinariamente bassa. Per far fronte alla situazione il governo cinese ha dovuto utilizzare blackout continui.

Impossibile stoccare elettricità in tempi ragionevoli e in quantità significative

Ma perché non usiamo lo stoccaggio di elettricità per riempire i buchi che producono le rinnovabili? La risposta è molto semplice: un adeguato stoccaggio dell’elettricità non è fattibile in tempi ragionevoli e se anche si riuscisse ad avere diversi mesi di stoccaggio, il costo totale sarebbe così alto che queste fonti di energia non avrebbero alcuna possibilità di essere competitive.

Va anche considerato che, ad oggi, abbiamo elargito sussidi e speso una montagna di denaro per arrivare ad una elettricità verde, che è solo una piccola frazione di ciò che servirebbe per mantenere in funzione la nostra economia. Secondo le stime più generose (BP’s 2021 Statistical Review of World Energy), nel 2020, l’eolico rappresentava il 3% del consumo totale di energia del mondo e il solare l’1% dell’energia totale. Se invece consideriamo anche l’energia idroelettrica arriviamo all’11% della fornitura energetica mondiale (nell’Unione Europea si arriva al 14%).

Di conseguenza, se i paesi freddi non vogliono congelare al buio durante l’inverno, dovranno usare i combustibili fossili per molti anni.

Un sistema intrinsecamente sbagliato

Ma c’è una pessima notizia. Il gas naturale o il carbone utilizzati per bilanciare la produzione intermittente delle energie rinnovabili sono sempre più costosi o saranno sempre meno disponibili. Per produrre più combustibili fossili (ma vale la stessa cosa anche per i minerali), la preparazione deve essere iniziata con anni di anticipo. Adesso che i prezzi delle materie prime sono volati alle stelle c’è finalmente qualcuno che si domanda se non ci sia qualcosa di profondamente sbagliato in tutto il sistema.

Sembra quasi che il problema che sta colpendo l’economia globale sia semplicemente che non si possa mantenere una crescita economica come accaduto nel passato recente. Troppe aree economiche richiedono nuovi investimenti da subito per continuare a crescere. Investimenti non solo in risorse finanziarie, ma anche in risorse fisiche (petrolio, carbone, acciaio, rame, ecc.), in tempo e in nuovo personale da formare e addestrare.

Politici incapaci di capire il problema, tanto meno le soluzioni

I leader mondiali non hanno ancora capito bene come funziona l’economia in un mondo a risorse limitate e, soprattutto, non hanno capito a quali limiti ci troviamo di fronte. Oggi, l’economia si trova ad affrontare molti, troppi limiti contemporaneamente: troppe persone, troppo inquinamento, troppo pochi pesci nell’oceano, crescenti difficoltà nell’estrarre combustibili fossili e minerali, etc. etc.

Purtroppo la nostra classe politica non si rende conto a quale problema ci troviamo di fronte e l’idea di sostituire con le energie rinnovabili i combustibili fossili sembrava una facile soluzione per accontentare tutti, con un grande lasso di tempo per la transizione energetica durante la quale impiegare combustibili fossili. Insomma, il miglior modo per rimandare la soluzione del problema il più a lungo possibile.

Ma la realtà ci dice che non abbiamo tutto questo tempo e che le energie rinnovabili non sono in grado di mantenere le promesse di politici ed ecologisti.

Nessuno ha chiaro come andrà a finire. Esiste però la certezza che le risorse del nostro pianeta sono limitate e si stanno assottigliando sempre di più, mentre la popolazione mondiale continua a crescere. Se non gestiremo i problemi energetici ed economici partendo da questa ferma consapevolezza, non abbiamo alcuna possibilità di far vivere una vita migliore (o almeno uguale) della nostra alle prossime generazioni.

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