Prezzi più bassi per il rottame di ferro in Europa? Nient’affatto, anzi…

Dietro front dei prezzi dei rottami di ferro in ottobre. Prima si attendeva una diminuzione, adesso i commercianti di rottame sperano in un rincaro.

Prezzi più bassi per il rottame di ferro in Europa? Nient'affatto, anzi...

Questo mese pagheremo meno per i rottami di ferro!“. Questo era il proposito iniziale delle acciaierie europee per il mese di ottobre, ma le cose sono andate al contrario…

Un forte e inaspettato rimbalzo della domanda di acciaio e delle esportazione di rottame sembra proprio che limiterà la minaccia di un calo dei prezzi dei rottami ferrosi ad ottobre.

Anche a ottobre le acciaierie continuano ad avere fame di rottame

Inizialmente, si prevedeva che i prezzi per i contratti di ottobre sarebbero diminuiti di circa 20 euro a tonnellata per i rottami di qualità più bassa, a causa delle aspettative di una domanda inferiore da parte delle acciaierie europee. Ma alcuni importanti produttori siderurgici si sono resi conti di aver bisogno delle stesse quantità di rottame di settembre e, così, hanno fatto marcia indietro sui prezzi dei rottami di ferro.

L’inaspettato aumento della domanda di acciaio è stato guidato dai timori dei commercianti e dei grossisti che i produttori di acciaio possano aumentare ulteriormente i loro prezzi a seguito dei problemi creati dalla crisi energetica. Inoltre, c’è stato anche un forte rimbalzo della domanda di esportazione di rottame a seguito della fine delle vacanze in Cina.

I rottamai spagnoli provano a chiedere aumenti

Nel Nord Europa, la scorsa settimana correva voce che i prezzi del rottame di ferro sarebbero diminuiti di 20 o 25 euro a tonnellata, ma poi c’è stato un veloce dietro front e i prezzi sono rimasti invariati. Alcuni fornitori spagnoli hanno addirittura avanzato richieste di un aumento dei prezzi, cosa che potrebbe anche avere successo.

Dal canto loro le acciaierie stanno facendo altrettanto. ArcelorMittal ha ufficializzato qualche giorno fa un supplemento di 50 euro a tonnellata sui prodotti lunghi, mentre Celsa ha aumentato i suoi prezzi di 80 euro a tonnellata.

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