L’acciaio inox spinge in alto i prezzi del nichel

I prezzi del nichel salgono grazie a fattori che non hanno nulla a che vedere con la speculazione: domanda forte e offerta debole.

L'acciaio inox spinge in alto i prezzi del nichel

Se c’è un metallo che si sta muovendo seguendo i fondamentali e non la speculazione, quello è il nichel. Gli speculatori hanno mosso il mercato dei rame o del petrolio ma il nichel si è mosso soltanto seguendo i fondamentali dell’offerta e della domanda.

All’inizio di quest’anno il metallo aveva raggiunto il massimo di 7 anni, superando i 20.000 dollari per tonnellata. Ma durante la prima metà di marzo i prezzi sono crollati a 15.665 dollari. Da lì le quotazioni hanno recuperato e oggi (23 luglio) sono arrivate a 19.267 dollari.

Adesso il mercato del nichel è in deficit

Secondo gli ultimi dati del World Bureau of Metal Statistics il mercato del nichel era in deficit nel periodo gennaio-maggio 2021. La domanda ha superato infatti la produzione di 42.700 tonnellate. Una situazione opposta rispetto all’anno precedente, quando si era registrata un’eccedenza di 92.700 tonnellate.

Se qualcuno ha dubbi su cosa abbia trascinato la domanda del nichel, basta guardare al contratto dell’acciaio inox allo Shanghai Futures Exchange (SHFE), che ha messo a segno le migliori performance di tutto il comparto siderurgico. Secondo l‘International Stainless Steel Forum, la produzione di acciaio inossidabile della Cina è aumentata del 19% su base annua nel quarto trimestre dello scorso anno e del 37% nei primi tre mesi del 2021.

Ma la forte ripresa del mercato dei metalli non ha riguardato soltanto la Cina, visto che la produzione di acciaio inossidabile nel resto del mondo ha registrato un +12% nel primo trimestre.

Di conseguenza, il consumo globale di nichel è aumentato del 23% nei primi cinque mesi del 2021 rispetto allo scorso anno. Sempre secondo l’International Stainless Steel Forum, nel periodo gennaio-maggio c’è stato un deficit di offerta sul mercato globale di 61.200 tonnellate, addirittura maggiore di quello stimato dal World Bureau of Metal Statistics.

L’offerta è limitata da problemi nelle miniere

Ma per il nichel non si tratta soltanto di una domanda che cresce, ma anche di un’offerta limitata.

Anche se la produzione indonesiana di nichel estratto e raffinato è cresciuta rispettivamente del 47% e del 55% da gennaio a maggio, altri fornitori hanno avuto problemi. Come nel caso della russa Norilsk Nickel che ha riportato un calo di 28.000 tonnellate (26% della produzione) del primo semestre a seguito dell‘inondazione di due miniere. Anche l’impianto statunitense di Sudbury, della Vale, è rimasto chiuso per uno sciopero dall’inizio di giugno, con un calo della produzione del 15% anno su anno.

Insomma, le buone performance del nichel sono l’effetto di una domanda di metallo fisico e di una scarsa offerta. In base a tali fattori, gli analisti pensano che la carenza di forniture dovrebbe attenuarsi verso la fine dell’anno. Se ci sarà anche una moderazione della domanda da parte del settore dell’acciaio inox, cosa però non del tutto scontata, i prezzi del nichel potrebbero alleggerirsi.

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