2025, l’anno delle prime miniere sulla Luna

I progetti per iniziare le attività di estrazione mineraria sulla Luna tornano d’attualità. Se tutto va secondo i piani, le prime miniere sulla Luna apriranno nel 2025.

Il nostro satellite naturale è assai più ricco di metalli di quanto si pensasse fino ad oggi.

Lo ha scoperto un team della National Aeronautics and Space Administration (NASA) grazie al Lunar Reconnaissance Orbiter (LRO). La conclusione degli scienziati è che il sottosuolo lunare contiene una concentrazione più elevata rispetto alle stime di determinati metalli, come ferro e titanio.

La Luna è una costola della Terra

Lo studio della NASA, pubblicato sulla rivista Earth and Planetary Science Letters, è anche una conferma della teoria che va per la maggiore circa le origini della Luna. Il satellite si sarebbe formato quando un oggetto grande quanto Marte si è scontrato con la Terra, vaporizzando grandi parti della crosta superiore terrestre.

Per questi motivi, i piani per cominciare l’estrazione di minerali dalla Luna sono diventati d’attualità. Ad aprile, il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha firmato un ordine esecutivo per incoraggiare l’esplorazione mineraria sulla Luna e altri corpi celesti a fini commerciali. In pratica, un semaforo verde per sfruttare le risorse minerarie lunari senza alcun tipo di trattato internazionale.

Colonialismo lunare?

Già nel 2015, il Congresso degli Stati Uniti aveva approvato un disegno di legge che consente alle aziende private di vendere e possedere qualsiasi tipo di materiale spaziale.

Per l’agenzia spaziale russa Roscosmos, che ha condannato la recente decisione di Trump, si tratta di una nuova forma di colonialismo.

A maggio, la NASA ha annunciato la creazione degli Artemis Accords, una nuova serie di standard su come esplorare la Luna. L’agenzia americana spera di coinvolgere altri paesi negli accordi, con l’obbiettivo di estrarre minerali dagli asteroidi, dalla Luna e persino da altri pianeti.

Pochi lo sanno, ma già esiste una specie di legislazione a riguardo, definita dal Outer Space Treaty, firmato nel 1966 da Stati Uniti, Russia e numerosi altri paesi. In base a questo trattato le nazioni non possono possedere territorio nello spazio.

La corsa per arrivare al ferro, al nichel e ai metalli preziosi lunari

Ma non ci sono solo gli Stati Uniti a correre per accaparrarsi i minerali nello spazio. La Russia, da anni, persegue l’obbiettivo di tornare sulla Luna e il presidente Vladimir Putin ha promesso di lanciare una missione su Martemolto presto“.

Anche l’Europa sta emergendo e, lo scorso anno, gli scienziati hanno annunciato l’intenzione di iniziare a estrarre minerali dalla Luna nel 2025.

Sia la Cina che l’India stanno lavorando all’idea di estrarre dell’elio-3 dalla Luna dove i cinesi sono già atterrati due volte nel corso di questo secolo.

Tanto fermento è giustificato da quello che i geologi dicono da anni: gli asteroidi sono ricchi di minerale di ferro, nichel e metalli preziosi a concentrazioni molto più elevate rispetto a quelle della Terra. Parlando di soldi, un mercato valutato in migliaia di miliardi!

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2 Commenti

  1. Ma che cavolata.
    Neppure se ci fossero lingotti d’oro in terra pronti ad essere raccolti.

    E neppure per scopi militari.
    Orbitare attorno alla terra in 28 giorni non è strategico e la distanza è eccessiva.

  2. non ci credo nemmeno se vedo che vanno sulla Luna per estrarre minerali, nemmeno se fosse platino in abbondanza. Il costo per portarlo sulla terra sarebbe fuori da ogni prezzo di mercato. Semmai e’ molto piu probabile che vogliano piantare una base militare sulla Luna, in modo da controllare ed eventualmente abbattere i satelliti di avversari in caso di conflitto esteso.
    Poi se l’ idea proviene da Donald sociopatico Trump, una ragione in piu per non crederci. Il 2025 e’ troppo vicino per un programma del genere, che richiede decenni di preparazione. Se avessero detto nel 2090, ci avrei creduto un pochetto di piú.

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