C’è un tesoro nascosto in Corea del Nord: 10.000 miliardi di minerali

La Corea del Nord è seduta sopra a riserve minerali che potrebbero valere migliaia di miliardi di dollari.

La Corea del Nord è sotto i riflettori internazionali per il suo regime totalitario e per le minacce di una guerra contro gli Stati Uniti.

Le immagini di Kim Jong Un, leader del paese, che riceve applausi mentre guida una piattaforma sottomarina per il lancio di missili, hanno fatto il giro del mondo, facendo riaffiorare l’incubo di una possibile guerra nucleare.

Ma poche persone conoscono un’altra faccia di questo sconosciuto paese, fatta di enormi ricchezze segrete ma quasi del tutto inutilizzate. Infatti, intrappolati nei sottosuoli montuosi della Corea del Nord, ci sono almeno 200 diversi tipi di minerali: oro, ferro, rame, zinco, magnesite, calcare, tungsteno, grafite e terre rare, solo per citare i più importanti. Un tesoro nullafacente, stimato tra i 6.000 e i 10.000 miliardi di dollari.

Duemila tonnellate di riserve d’oro

Risorse minerali enormemente più grandi di quelle della Corea del Sud, ma la cui estrazione rappresenta attualmente solo il 14% dell’economia del paese. Un’economia che, nel complesso, è 40 volte più piccola di quella della controparte meridionale.

Per esempio, nel caso della magnesite, la Corea del Nord possiede le seconde più grandi riserve del mondo. Sono stimate in circa 1,5 miliardi di tonnellate, ma il paese è solo al decimo posto tra i produttori, con 250.000 tonnellate (US Geological Survey).

Ma, nascoste da qualche parte sotto il terreno, ci sono anche 2.000 tonnellate di riserve d’oro che, ai prezzi correnti del metallo giallo, varrebbero circa 92 miliardi di dollari. Per non parlare di oltre a 5 miliardi di tonnellate di minerale di ferro, 36.000 tonnellate di nichel e 21 milioni di tonnellate di zinco.

Di tutto questo ben di Dio, la miniera di Daebong, per esempio, produce ogni anno poco più di 50 chilogrammi d’oro. Un’altra miniera, quella di Holdong, in funzione dal 1893, ha prodotto 850 chilogrammi d’oro, 1.700 chilogrammi di argento e 893 tonnellate di concentrato di rame nel corso di un intero anno (1991).

Troppo poveri per estrarre ed esportare minerali

Come altri paesi ricchi di risorse naturali ma poveri, la Corea del Nord non ha i soldi per creare le infrastrutture necessarie per estrarre ed esportare tutti questi minerali. Secondo il Center for Strategic and International Studies, la produzione mineraria della Corea del Nord è diminuita di circa il 30% dagli anni ’90.

Il paese ha poche e obsolete attrezzature per l’estrazione mineraria e non è in grado di acquistarne di nuove per la grave situazione economica in cui versa. Dipende completamente dalla Cina, dalla Russia e dalla Corea del Sud per tutti i suoi fabbisogni finanziari ed energetici.

Naturalmente, così tante ricchezze naturali costituiscono un’enorme opportunità anche per gli investitori esteri. Qualcuno dice che la Corea del Nord è come la Cina di 30 anni fa. Un economia dall’enorme potenziale che, se riuscisse ad esprimersi, potrebbe portare il paese a seguire le stesse sorti del gigante asiatico.

Ma, per come si stanno mettendo le cose, l’isolamento del paese sembra destinato a perdurare e i tesori minerari del paese a rimanere nascosti nel sottosuolo ancora a lungo.

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1 Commento

  1. Certo che tanta ricchezza di sottosuolo potrebbe essere una grande opportunità per le
    nostre grandi imprese italiane ,ma la ns. politica estera non credo sia all’altezza della
    situazione ,ma io ci proverei avessi tanti soldoni da investire proverei

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