Tecnologia e Scienza

Tesla prepara le batterie low-cost

Il nuovo accordo tra la Tesla e il gruppo di ricerca del professor Jeff Dahn, apre le porte a future batterie con prestazioni maggiori e costi ridotti. Un passo importante per la diffusione della mobilità elettrica.

La Tesla ha recentemente annunciato una nuova partnership con il professor Jeff Dahn, con l’obbiettivo di ridurre il costo delle batterie agli ioni di litio.

Un annuncio di non poco conto, che ha subito fatto balzare verso l’alto le azioni della società californiana.

Jeff Dahn, un nome pressochè sconosciuto al grande pubblico, è un professore di chimica della Dalhousie University in Canada, impegnato nella ricerca sulle batterie agli ioni di litio dal 1978.  Dahn, insieme ad un team di suoi studenti, dottorandi e personale tecnico, lavoreranno per migliorare l’energia di densità e la durata delle batterie agli ioni di litio.

La nuova partnership sarà operativa nel 2016, una volta che il professore canadese avrà terminato di lavorare sull’attuale progetto per le batterie agli ioni di litio, finanziato dal Natural Sciences and Engineering Research Council e dalla 3M. Partendo dallo stato attuale della tecnologia, che vede un compromesso tra la durata e la densità di energia delle batterie, Dahn cercherà di arrivare ad una soluzione del problema.

Il professor Dahn ha fatto approfondite ricerche sugli anodi di silicio, un’alternativa meno costosa della grafite

Secondo il Wall Street Journal, il professor Dahn ha fatto approfondite ricerche sugli anodi di silicio, un’alternativa meno costosa della grafite (“Nuovi progressi per le batterie, grazie al melograno“). Tuttavia, per molti esperti, il momento in cui gli anodi di silicio potranno prendere il posto della grafite è ancora lontano.

Elon Musk (nella foto), amministratore delegato e fondatore di Tesla, sta inoltre esaminando materiali per la produzione di batterie che possano essere impiegati in modo innovativo per ridurre i costi. In particolare, ha avviato colloqui con alcune società minerarie canadesi che producono nichel.

Tesla mira a ridurre i costi delle batterie, portandosi in casa fornitori e materie prime come litio, cobalto, grafite e nichel, anche se ciò non significa automaticamente che Tesla deciderà di acquistare miniere, almeno in questa fase iniziale.


L’attenzione della società californiana per contratti di fornitura a lungo termine è del tutto ragionevole, dal momento che l’integrazione verticale è di gran lunga il modo migliore per garantire una propria supply chain. Naturalmente, la cosa più difficile è riuscire ad ottenerla al giusto prezzo.

Certamente, nei prossimi anni, la nuova squadra Tesla, composta dai ricercatori del professor Dahn, porterà altra innovazione in un settore che potrebbe rivoluzionare l’offerta di energia elettrica come oggi la conosciamo.

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