Minerali fonti di conflitto in Congo (RDC): cosa si può fare?

La Repubblica Democratica del Congo: dal 1966 una regione segnata da violenti conflitti, dove la torture, stupri, deportazioni e omicidi di massa sono in corso da anni senza nessuno che li fermi. Si tratta di una regione in cui i vari gruppi armati sono in grado di finanziarsi attraverso la vendita delle ingenti risorse minerarie […]

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La Repubblica Democratica del Congo: dal 1966 una regione segnata da violenti conflitti, dove la torture, stupri, deportazioni e omicidi di massa sono in corso da anni senza nessuno che li fermi.

Si tratta di una regione in cui i vari gruppi armati sono in grado di finanziarsi attraverso la vendita delle ingenti risorse minerarie del paese.

Secondo l'associazione Enough Project's Raise Hope for Congo Campaign: "i gruppi armati guadagnano centinaia di milioni di dollari l'anno, vendendo quattro principali minerali: stagno, tantalio, tungsteno e oro. Questo denaro consente alle milizie di acquistare un gran numero di armi e di continuare la loro campagna di violenza brutale contro i civili".

La maggior parte di questi minerali viene utilizzata nella produzione di dispositivi elettronici in un processo di fornitura che rivela una preoccupante mancanza di trasparenza. Al momento non c'è modo di sapere quali prodotti, come telefoni cellulari o computer portatili nelle mani dei consumatori, contribuiscano alla formazione del reddito di gruppi armati del Congo.

Molti attivisti delle associazioni umanitarie si sono posti come obbiettivo di garantire una trasparenza nella catena delle forniture per le aziende che utilizzano i minerali della Repubblica Democratica del Congo. In tal modo sarebbe possibile interrompere l'acquisto di questi minerali riducendo le risorse a disposizione dei gruppi armati e spingendoli verso una risoluzione pacifica del conflitto, per aprire una stagione di riforme.

Qualcuno ha sostenuto che spingere le aziende consumatrici dei minerali della Repubblica Democratica del Congo a ricercare di acquistare  i minerali altrove, sarebbe dannoso per l'economia del paese e quindi sarebbe a scapito anche del reddito della popolazione in generale.

Tuttavia, un gruppo di esperti delle Nazioni Unite ha recentemente pubblicato uno studio che rivela come politiche di trasparenza nella catena delle forniture abbiano un impatto positivo per la risoluzione di conflitti come quelli in corso nella Repubblica Democratica del Congo.

Una volta che i combattimenti cesseranno sarà possibile affrontare le cause profonde del conflitto, tra cui i problemi etnici, e  la soluzione passerà attraverso efficaci riforme istituzionali. Ma prima devono terminare gli scontri a fuoco e se gli attori del conflitto non potranno più permettersi di acquistare armi potrebbero cessare le violenze.

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