Tecnologia e Scienza

Metalli verdi per ridurre i gas serra

Una piccola start-up americana sta portando sul mercato una nuovissima tecnologia che permette di produrre metalli senza l’emissione di gas serra e a costi molto più economici. Potrebbe essere l’inizio di un grande cambiamento per svariati settori industriali e, naturalmente, per l’ambiente.

La produzione di metalli è una delle grandi fonti di emissioni di gas serra.

Una piccola società, nata nel 2008 e, da allora, in silenzioso lavoro, è pronta per portare sul mercato il suo prodotto più innovativo, costituito da un dispositivo che appare come un brillante tubo di ceramica, per produrre molti metalli in modo più pulito ed economico.

Infinum è una società che proviene dalla Boston University (Stati Uniti), il cui lavoro degli ultimi anni si è concentrato sulle cosiddette terre rare, che comprendono metalli come il neodimio e il disprosio, metalli impiegati nella produzione di potenti magneti che possono lavorare anche a temperature elevate. Ma la nuova tecnologia delle Infinium può essere usata per produrre altri metalli, come il magnesio e l’alluminio.

Il nuovo processo della Infinium affronta una parte specifica della produzione di metalli: la trasformazione dei minerali, parzialmente lavorati e sotto forma di ossidi, in metalli.

La nuova tecnologia può ridurre i costi di lavorazione dal 30 al 50%.

Un processo che tradizionalmente può essere fatto immergendo gli ossidi in un bagno di sali fusi attraversato da corrente elettrica. A parte le emissioni associate con la generazione della corrente elettrica, questo processo rilascia grandi quantità di gas serra. Infatti uno degli elettrodi è generalmente costituito da carbonio che, reagendo con l’ossigeno, produce biossido di carbonio.

Il nuovo materiale ceramico, in ossido di zirconio, sostituisce l’elettrodo di carbonio eliminando completamente le emissioni inquinanti.

La Infinium ha appena avviato la produzione utilizzando una macchina che produce mezza tonnellata di terre rare all’anno e a settembre entrerà in funzione un’altra macchina in grado di produrre 10 tonnellate l’anno. Lo stesso processo funziona anche per alluminio, magnesio, titanio e silicio, metalli per i quali l’azienda prevede di avviare la produzione con la nuova tecnologia entro il 2016.

Naturalmente, il processo della Infinium non è una panacea a tutti i problemi ambientali connessi con la produzione di metallo. Infatti, non affronta l’inquinamento da estrazione o da separazione degli ossidi delle terre rare da altri materiali contenuti nel minerale, ma è un passo considerato dagli esperti molto importante, soprattutto nel momento in cui verrà replicato in vasta scala sui più importanti impianti produttivi del mondo.

Altrettanto importante l’aspetto economico: secondo Infinium la nuova tecnologia può ridurre i costi di lavorazione dal 30 al 50%.


Rendere questi metalli molto più economici potrebbe, per esempio, fare decollare in breve tempo il mercato delle auto elettriche, con evidenti ricadute positive per quanto riguarda gli aspetti ambientali globali. Per non parlare della maggior convenienza di usare metalli leggeri in sostituzione dell’acciaio nelle automobili, con un risparmio di peso che porterebbe a ridurre il consumo di carburante almeno del 10 per cento%.

Trovare un’alternativa al carbonio è stato a lungo il “sogno proibito” di tutta l’industria dei metalli e la tecnologia Infinium ha tutte le caratteristiche per riuscire a realizzare questo sogno.

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