Mercati

L’oro ha finito di brillare?

La discesa dell’oro negli scorsi giorni ha sollevato dubbi e preoccupazioni sul futuro del metallo giallo. È arrivato il momento di vendere? Rialzisti e ribassisti hanno opinioni molto diverse.

Il drastico calo delle quotazioni dell’oro avvenute negli scorsi giorni, è un segnale molto forte per tutti i mercati finanziari del mondo. I prezzi sono scesi fino a 1.321 dollari/oncia e, paradossalmente, la drammatica discesa si è verificata la settimana successiva alla previsioni della Thomson Reuters, che indicavano un obbiettivo di 1.800 dollari/oncia entro la fine dell’anno in corso.

Gli investitori più frastornati dalla discesa improvvisa, si domandano: “perché i prezzi sono scesi?“. L’opinione più diffusa tra gli operatori è che il tonfo dell’oro sia strettamente legato con l’ultimo incendio divampato nella zona euro: Cipro. L’Unione Europea, che non ha alcuna autorità sul governo ne sul popolo cipriota, ha costretto Cipro a vendere le sue riserve d’oro per far fronte alle esigenze finanziarie europee. In altri periodi storici, una simile ingerenza avrebbe potuto sollevare una rivoluzione popolare, ma nell’era della finanza globale la reazione è arrivata proprio dai mercati finanziari. E la reazione è stata violenta.

Le riserve di oro di Cipro sono del tutto insignificanti, ma la percezione che se la situazione finanziaria in Italia, Grecia, Spagna e Portogallo lo dovesse richiedere, anche questi paesi sarebbero costretti a vendere le proprie riserve d’oro, significativamente più grandi, ha terrorizzato i mercati. Prima che questi paesi diventino venditori di grandi quantità di oro, molti operatori hanno venduto a man bassa.

Per qualcuno, i timori sulle vendite di oro da parte delle banche centrali sono ingiustificati

Per qualcuno, i timori sulle vendite di oro da parte delle banche centrali sono ingiustificati, ma alcuni operatori cominciano a parlare di una bolla sull’oro che si potrebbe sgonfiare.

Il famoso John Paulson, gestore di un famoso hedge fund sul metallo giallo, ha perduto circa 1 miliardo di dollari in soli due giorni. Nonostante ciò, mantiene l’opinione che l’oro rimane la migliore copertura contro l’inflazione e la svalutazione monetaria. Al contrario, per alcuni analisti, c’è la percezione che il contesto macro-economico mondiale stia normalizzandosi e, tra la fine dell’anno in corso e il 2014, l’economia globale si riprenderà totalmente. Inoltre, la Banca Centrale americana (FED) potrebbe terminare le misure di stimolo dell’economia, creando tutti i presupposti per una discesa di beni rifugio come l’oro e l’argento.

Gli investitori si stanno domandando se non sia arrivato il momento di vendere. Secondo CPM Group, le quotazioni non scenderanno sotto i 1.350 dollari/oncia e questi livelli costituiranno delle ottime opportunità d’acquisto. Un aiuto al mercato potrebbe arrivare dall’India, tradizionale consumatore di metallo giallo, che si accinge ad entrare nel periodo dei matrimoni e delle celebrazioni,  motore importante per il consumo interno di gioielli.


La squadra dei rialzisti, è certa che il calo degli scorsi giorni sia una correzione, in attesa che le quotazioni raggiungano nuovi massimi. La squadra dei ribassisti, avverte che tutti i segnali in arrivo dai mercati internazionali indicano quotazioni dell’oro indirizzate verso una discesa. Il braccio di ferro tra ribassisti e rialzisti non è ancora terminato.

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grafico oro 2000-2013

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