Economia

La crisi dell’euro e l’Italia: game over?

Siamo nel bel mezzo di una disfatta finanziaria globale, con l’Europa completamente appiedata. I rendimenti dei titoli di stato italiani sono ormai vicini alla fatidica soglia del 7%, considerata la soglia del non-ritorno, la soglia varcata la quale gli stati sono andati dritti verso il default.

L’Italia è il paese che può stravolgere il destino dell’Europa: da una crisi potenzialmente gestibile ad una crisi ingestibile. L’Italia non è un piccolo mercato emergente o una piccola economia come la Grecia. l’Italia è la quarta economia d’Europa e il suo mercato obbligazionario è il terzo più grande del mondo. E questo mercato si sta prosciugando. Ma ciò che più spaventa è che potrebbe non esserci nessun modo per salvare l’Italia.

Da almeno 2 anni, negli ambienti finanziari, circolano voci pessimiste e preoccupate su questo tipo di scenario. La Grecia, il Portogallo e l’Irlanda sono spettacolini, ma con l’Italia sta andando in scena l’evento principale: una crisi finanziaria globale, un crollo dell’Unione Europea e chissà cos’altro.

Il problema più urgente per l’Italia è la liquidità. Il debito pubblico italiano è così grande che il governo è costretto a rivolgersi sempre ai mercati finanziari per rifinanziarsi, a qualsiasi costo.

Ma è possibile salvare l’Italia? Secondo alcune stime il salvataggio dell’Italia potrebbe richiedere più di 950 miliardi di dollari. A confronto i salvataggi di Grecia, Irlanda e Portogallo sembrano una barzelletta, avendone richiesti complessivamente 370 miliardi di dollari.


Il motivo per cui siamo arrivati a questo punto è che i leader europei non hanno mai fatto seguire alle forti parole di preoccupazione, azioni conseguenti. Parole forti, ma azioni deboli. Fin dall’inizio della crisi alle parole non sono seguiti i fatti: niente integrazione fiscale, sistema bancario debole ed in balia degli eventi, poca integrazione tra i paesi dell’Europa

L’Italia è considerata troppo grande per fallire ma dovremmo preoccuparci maggiormente del fatto che i suoi debiti sono troppo grandi per poterla salvare.

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