Economia

Il vero termometro dell’economia reale

Per capire le prospettive economiche è indispensabile conoscere e osservare il mercato delle materie prime. E in questi mesi i segnali che provengono dai metalli industriali non sembrano indicare la fine della crisi.

È sorprendente leggere le previsioni del tempo e verificare che quanto previsto si avvera con precisione e puntualità. Fino a qualche anno fa il grado di affidabilità delle previsioni meteorologiche era assai scarso, ma negli ultimi anni la tecnologia ha dato strumenti potenti e veloci che applicati a modelli fisico-matematici precisi consentono di conoscere il meteo futuro.

In economia le cose sono molto diverse. Ci sono molte teorie economiche, alcuni modelli matematici e molti guru dell’economia che messi tutti assieme riescono soltanto a spiegare il futuro dell’economia soltanto dopo che questo si è verificato. Per la verità riescono a illustrare dettagliatamente e con precisione i motivi per cui una crisi economica si è verificata, ma non riescono a prevederla.

Tuttavia, da tempi immemorabili, esiste un termometro dell’economia reale che è stato dimenticato, ma che in passato è sempre servito per capire in quale direzione andava l’economia di un paese. Questo termometro è costituito dalle materie prime. Le materie prime anticipano, o meglio sono l’avanguardia dell’economia reale. Naturalmente misurano la temperatura dell’economia in un dato momento temporale e danno quindi un’indicazione di breve termine sullo stato dell’economia, ma misure successive della temperatura di un’economia riescono a indicare il trend, cioè la direzione che l’economia sta prendendo.

Conoscere e avere informazioni di buona qualità nel settore delle materie prime è così indispensabile per riuscire a leggere e a prevedere l’economia. Quali sono le scorte di rame detenute nei magazzini ufficiali di borsa oppure le scorte di argento depositate al COMEX oppure il prezzo del tungsteno per consegna a pronti, sono tutti i pezzi di un puzzle che si chiama economia reale. Questo puzzle, se ben assemblato, può essere di grande aiuto per intravedere il futuro economico.

Che temperatura misura questo termometro in questi mesi? Il trend è di crescita o di decrescita? Cosa possiamo aspettarci? Limitiamoci a leggere soltanto la temperatura relativa all’Italia.

Il settore dell’industria è il motore della crescita perché è da qui che arrivano i guadagni di tutto il sistema economico. Nell’industria viene effettuata gran parte della ricerca di base e applicata del settore privato. Dall’industria, in particolare per un paese povero di risorse naturali come l’Italia, provengono i beni da esportare che servono a pagare l’energia e gli alimentari oltre a tutti gli acquisti di beni e servizi dall’estero. Per l’Italia, il sistema industriale produce più di un terzo della ricchezza nazionale e ha influenze determinanti su tutti gli altri settori economici. Fino ad oggi, l’Italia è il secondo paese industriale di tutta l’Europa, seconda soltanto alla Germania.


Per il sistema industriale italiano, le materie prime, oltre che l’energia, sono indispensabili alla sua sopravvivenza e competitività. In questi mesi, la domanda di metalli industriali in Italia è in discesa e i prezzi sono più deboli rispetto ai paesi emergenti, che pagano prezzi più alti per gli stessi metalli. Questo significa che la ripresa nel nostro paese è ancora lontana.

Ma il segnale più preoccupante è che, nonostante la domanda nazionale per molti metalli sia bassa, anche l’offerta è bassa. Una vera anomalia, che si spiega con il fatto che molti metalli industriali sono controllati e detenuti dalle multinazionali che operano su scala globale. Per alcune di esse il rischio del paese Italia ha superato i livelli di guardia e di conseguenza preferiscono dirottare la materia prima in altre aree del globo. Non si era mai verificata prima d’ora una situazione simile e purtroppo non fa presagire nulla di buono per il futuro della nostra economia.

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