Mercati

Il rally dell’oro, fino a dove arriverà?

L’oro, dopo  qualche giorno di perdite pesanti, è ripartito verso l’alto sostenuto da un indebolimento del dollaro americano e dai dati sui prezzi al consumo degli Stati Uniti, che non sembrano abbastanza forti da far cambiar rotta alla politica monetaria della Federal Reserve di stampare carta moneta per aiutare lo sviluppo dell’economia.

L’oro ha guadagnato circa 200 dollari l’oncia negli ultimi due mesi, a causa dei timori che gli stimoli monetari della FED possano innescare alti livelli di inflazione. La banca centrale americana ha dichiarato durante il mese di settembre che continuerà a comprare titoli garantiti da ipoteca fino a quando il mercato del lavoro non migliorerà in modo significativo.

Anche gli analisti tecnici sottolineano la forza delle quotazioni del metallo giallo, che rimangono al di sopra della media mobile a 50 giorni nonostante i cali di inizio settimana. Finché l’oro rimane sopra questa media mobile, prima o poi sfonderà anche l’importante resistenza dei  1.800 dollari l’oncia.


Alcuni osservatori sottolineano che molti investitori potrebbero ancora non essere entrati nel mercato per acquistare oro, a causa dell’incertezza politica in vista delle elezioni presidenziali statunitensi. Inoltre a gennaio, negli Stati Uniti, scatteranno aumenti fiscali già programmati e questo scenario potrebbe scioccare l’economia e portare alla stampa di più moneta da parte della Fed.

Nel futuro delle quotazioni dell’oro giocheranno un ruolo importante i grossi fondi (ETF) che a inizio settimana hanno causato la caduta delle quotazioni per le fuoriuscite di alcuni investitori. In altre parole, dai dati dell’analisi fondamentale tutto farebbe pensare ad ulteriori rialzi per il metallo giallo, ma come già accaduto negli scorsi mesi, gli operatori finanziari e i grandi fondi di investimento potrebbero condizionare il mercato verso altre direzioni.

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