Lavoro

I lavori meno felici del mondo: classifica 2013

La nuova classifica della CareerBliss stila una lista di professioni che non brillano soprattutto per opportunità di carriera.

Analizzando e intervistando più di 65.000 dipendenti americani, CareerBliss, società internazionale specializzata nella selezione e ricerca del personale, ha redatto la classifica dei lavori più infelici, oltre a quella dei lavori più felici.

Lo studio ha valutato una decina di fattori per fotografare l’infelicità sul posto di lavoro: il rapporto con i dirigenti e i colleghi di lavoro, l’ambiente di lavoro, le attrezzature disponibili, la retribuzione, le opportunità di crescita, la cultura aziendale, la reputazione aziendale, le attività quotidiane e il livello d’indipendenza durante lo svolgimento del proprio lavoro. Ad ognuno di questi fattori è stato assegnato un peso (da 1 a 5) che indica quanto può influire sul livello generale di infelicità.

Poichè l’infelicità sul posto di lavoro è intrinsecamente correlata con le aspettative personali, la ricerca ha cercato di rendere omogenei i dati utilizzando medie ponderate ed esaminando posizioni lavorative omogenee (sono stati per esempio esclusi dalla ricerca quasi tutti i livelli dirigenziali).

La classifica che ne è risultata è la seguente, dove i lavori in cima alla lista sono quelli che hanno ottenuto i punteggi più bassi e quindi i più infelici:

  1. Segretaria di studio legale
  2. Operatore calling center
  3. Impiegato generico
  4. Infermiere
  5. Insegnante
  6. Coordinatore marketing
  7. Assistente di avvocato
  8. Farmacista (personale di banco)
  9. Tecnico per l’assistenza clienti
  10. Manager sanitario

Le sorprese della classifica di quest’anno sono soprattutto la presenza di insegnanti ed infermieri. La mancanza di opportunità ed il mancato riconoscimento sociale rispetto alla reale importanza della funzione svolta, genera un senso di frustrazione nella maggior parte delle persone che svolgono queste professioni.

Anche se il mondo del lavoro negli Stati Uniti, a cui lo studio della CareerBliss fa riferimento, è profondamente diverso da quello europeo e soprattutto da quello italiano, questa classifica non sembra così lontana rispetto a quei lavori che anche in Italia sono generalmente ritenuti di scarsa soddisfazione.

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