Dopo i danni del coronavirus, arrivano quelli dei governi

Dopo una lunga e drammatica lotta contro il virus, adesso per l’Europa inizia la battaglia più difficile: risollevare l’economia.

Dopo i danni del coronavirus, arrivano quelli dei governi

Dopo il flagello della pandemia di COVID-19, l’Europa si trova all’inizio di una crisi economica senza precedenti. Da Capo Nord a Lampedusa, i venti della recessione stanno mettendo a dura prova tutto il Vecchio Continente.

Secondo il Financial Times, la Francia, per certi versi il cuore dell’ideale sociale europeo, sta affrontando una forte crisi causata dall’impatto del lockdown della sua economia. Qualcosa di molto visibile nella regione del Grand Est, dove si concentra l’industria automobilistica del paese.

Ripresa a V? Un sogno…

La decantata ripresa a forma di V per l‘Europa è solo una pia illusione, nonostante i massicci interventi dei governi a sostegno del lavoro, che hanno costretto le aziende a non licenziare i dipendenti. Una politica per ritardare l’inevitabile.

Per il Financial Times, quasi la metà della forza lavoro della regione francese del Grand Est (quasi un milione di lavoratori) era in regime di sostegno pubblico all’inizio di questo mese. Si dice che, il mese scorso, il settore automobilistico abbia funzionato solo all’8% della capacità e, questo mese, potrebbe arrivare al 20%. A regime poi, potrebbe arrivare al massimo al 70-80% della produzione dell’anno scorso.

Un po’ come in Italia, ma forse anche peggio, la Francia ha leggi sul lavoro particolarmente rigide che impediscono alle aziende di adattarsi e reagire rapidamente alle crisi.

Il paravento del coronavirus

Adesso le aziende, con il paravento del virus, si avvalgono del sostegno del governo per i lavoratori in eccesso. Ma cosa succederà quando i sussidi finiranno? Questa realtà ostacolerà la ripresa della Francia negli anni a venire e, trattandosi della seconda economia più grande dell’Unione Europea, l’intera economia europea ne pagherà le conseguenze.

Più il tempo passa e più diventa chiaro che ci vorranno anni, e non mesi, affinché il PIL europeo torni ai livelli ante coronavirus. Inoltre, l’innalzamento dei debiti pubblici a livelli spaventosi, richiederà anni, o forse decenni, per essere riportato indietro. Certamente, giusto o non giusto, le generazioni future saranno chiamate a pagare i costi finanziari di tutto questo.

METALLIRARI.COM © SOME RIGHTS RESERVED

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.