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La domanda di oro divide l’Oriente dall’Occidente

Le dinamiche della domanda e dell’offerta sul mercato dell’oro, evidenziano logiche e prospettive molto diverse tra le due parti del pianeta.

La domanda di oro divide l'Oriente dall'Occidente

Il mercato dell’oro sta attraversando un anno molto travagliato. In primavera i grandi speculatori occidentali, insieme ai fondi e ai grandi detentori di metallo giallo, hanno abbandonato il mercato in previsione dell’imminente fine della politica monetaria espansiva americana (Quantitative Easing).

Si sono aggiunti anche tentativi di manipolazione, soprattutto a metà aprile, che hanno portato il mercato in una drammatica situazione di ipervenduto. Le quotazioni hanno continuato a scendere fino ad arrivare ai minimi toccati a fine giugno.

Ma in Asia, questo rapido declino dei prezzi, ha scatenato una caccia all’affare. La domanda asiatica ha superato le vendite degli speculatori occidentali. In Oriente ci sono molti investitori disposti anche a pagare prezzi più elevati pur di comprare oro. Abbiamo assistito al trasferimento massiccio di metallo giallo dall’Occidente all’Oriente, tanto che nei paesi occidentali si è arrivato ad un punto di carenza. Inoltre, negli ultimi giorni, la situazione in Siria ha spinto fortemente la domanda di beni rifugio e gli investitori stanno chiedendo oro fisico.

La Banca Popolare Cinese sta comprando oro per costituire le proprie riserve auree

Nel prossimo futuro il mercato verrà guidato da uno dei giocatori emergenti: la Cina. La Banca Popolare Cinese sta comprando metallo giallo per costituire le proprie riserve auree, facilitata nel compito dal fatto che il paese è diventato il più grande produttore di oro del mondo e dal fatto che neppure un chilogrammo di questo metallo viene esportato.

Lo Shanghai Gold Exchange, considerata una borsa a termine, è in realtà un mercato per la consegna fisica di oro agli investitori. La maggior parte del metallo scambiato è effettivamente consegnato a utenti finali. Fino ad oggi allo Shanghai Gold Exchange sono state negoziate quasi 1.100 tonnellate, che equivale a tutto il metallo che era stato negoziato nel 2012, che a sua volta era stato un anno record.

La cultura di possedere oro da parte della popolazione cinese è molto simile a quella dell’India, anche se l’uso pro-capite è ancora relativamente basso. Con la crescita dei redditi in Cina, la domanda di oro pro-capite crescerà con il crescere della popolazione e secondo alcuni osservatori il potenziale di crescita della domanda potrebbe essere quasi esponenziale.

I segnali che arrivano da più parti sembrano indicare che il metallo giallo sia pronto per un rimbalzo. Per gli investitori è arrivato il momento di tornare sul mercato?

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