Tecnologia e Scienza

Auto elettriche: miti e credenze popolari

Un viaggio tra i dubbi e le perplessità di molti consumatori circa il mercato delle auto elettriche e il suo futuro.

Auto elettriche: miti e credenze popolari

I dubbi di milioni di potenziali acquirenti di auto elettriche sono giustificati da una serie di pregiudizi, in alcuni casi fondati, in altri meno, circa l’affidabilità, l’usabilità e la convenienza della nuova tecnologia.

Anche se, come sembra abbia detto Albert Einstein, “è più facile dividere un atomo che cambiare un pregiudizio“, cercheremo di fare luce sui pregiudizi più diffusi, per capire quale sia lo stato dell’arte delle autovetture elettriche e quali siano le promesse di questa tecnologia che possiamo attenderci verranno mantenute.

Ecco una sintesi dei miti e delle credenze più diffuse riguardo alle auto elettriche in generale.

Credenza n°1:  “Ci vogliono almeno 12 ore per caricare la batteria.” (FALSO)

Soltanto utilizzando la modalità di ricarica lenta e con una normale presa domestica i tempi di ricarica sono di circa 12 ore. Ma con il super-charger si ricarica all’80% la batteria in meno di 30 minuti.

Credenza n°2: “Non si può guidare per lunghe distanze.” (VERO)

La Tesla Model S ha attualmente un’autonomia di 400 chilometri, più che sufficienti per percorsi quotidiani casa-lavoro, ma non ancora in grado di coprire distanze maggiori. Ma, con tutti i soldi risparmiati durante la percorrenza quotidiana ad elettricità, ci si può permettere il noleggio di un’autovettura tradizionale per gli spostamenti più lunghi.

Credenza n°3: “Il costo di un veicolo elettrico non arriverà mai a quello di un veicolo con motore a combustione interna.” (FALSO)

Fino ad oggi i maggiori costi delle auto elettriche erano dovuti alle batterie, i cui sviluppi futuri porteranno a cariche più veloci, pesi inferiori e, soprattutto, costi in discesa. Numerosi scienziati e imprese in tutto il mondo sono in competizione per arrivare il prima possibile a questo traguardo.

Credenza n°4: “Quasi nessuno ha mai guidato auto elettriche.” (VERO)

Chiunque può eseguire un piccolo test tra amici e conoscenti, non troppo scientifico, scoprendo che meno dell’1% degli intervistati è stato alla guida di un autoveicolo elettrico.

Credenza n°5: “In caso di un grave incidente i veicoli elettrici non sono sicuri.” (FALSO)

Prendendo ancora come esempio una tra le auto elettriche più conosciute, la Tesla Model S, la rivista americana Consumer Reports l’ha dichiarata l’auto più sicura della storia, dopo aver effettuato una serie di test che hanno raggiunto i 103 punti su una scala di 100.

Credenza n°6: “Le batterie acquistate diventeranno inutili in poco tempo, considerando la rapida evoluzione della tecnologia, e dovranno essere sostituite prima del previsto.” (VERO)

Questo inconveniente è comune a tutte le tecnologie in rapida evoluzione. Tuttavia, stanno nascendo nuove imprese specializzate nel comprare batterie usate per auto elettriche, che possono essere impiegate in sistemi energetici di backup. Un business che coinvolgerà milioni di batterie.

Credenza n°7:  “I principali produttori di automobili non vedono alcun futuro per i veicoli elettrici.” (FALSO)

L’importanza dei veicoli elettrici nelle strategie delle principali case automobilistiche mondiali è testimoniata abbastanza bene dalla loro presenza nella Silicon Valley e dagli investimenti che stanno riversando in questo settore. Inoltre, la probabile entrata in campo di Google e Apple evidenzia quanto sia alta la posta in gioco.

Credenza n°8: “È ancora il carbone la principale fonte di combustibile per l’energia elettrica che i consumatori usano per caricare i loro veicoli elettrici.” (VERO)

Utilizzare un’auto elettrica non cambia la catena di produzione dell’energia elettrica che, se derivante da una centrale a carbone, rimarrà tale. Quello che cambia è l’efficienza energetica ed ambientale dell’energia elettrica rispetto ai carburanti tradizionali. In sintesi, con lo stesso carbone si alimentano molti più autoveicoli elettrici e si producono molte meno emissioni di CO2, dal momento che viene eliminata completamente l’anello della catena di distribuzione dei combustibili, costituito dalle stazioni di rifornimento di benzina e dalle raffinerie.

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