Terre rare e droni: il tallone d’Achille della difesa occidentale
I droni e i sistemi di difesa occidentali sono molto vulnerabili a causa della loro dipendenza dai magneti cinesi. Esaminiamo la strategia della Cina dietro la guerra del futuro.
I droni e i sistemi di difesa occidentali sono molto vulnerabili a causa della loro dipendenza dai magneti cinesi. Esaminiamo la strategia della Cina dietro la guerra del futuro.
Il conflitto con l’Iran ha riscritto le aspettative sui tassi USA, spingendo al rialzo rendimenti reali e dollaro. Per il rame si apre una fase delicata: tra rischio ciclico di breve periodo e fondamentali strutturali ancora solidi, il 2026 si giocherà sull’equilibrio tra inflazione energetica e domanda globale.
Il blocco di fatto dello Stretto di Hormuz riaccende il rischio su petrolio, GNL, fertilizzanti, inflazione e materie prime in generale.
Usato nei pannelli solari, nelle munizioni e nelle batterie, questo metallo critico è diventato essenziale per energia, difesa e industria, mentre la produzione globale continua a diminuire.
L’impegno dell’Europa nella produzione di acciaio a basse emissioni sta vacillando a causa dell’elevato costo dell’idrogeno verde e dell’elettricità.
L’escalation tra Israele e Iran riaccende i timori di una crisi energetica globale. Il rischio concreto di un blocco dello Stretto di Hormuz, crocevia del 30% del petrolio marittimo mondiale, potrebbe far impennare i prezzi e destabilizzare i mercati.
Mentre la Cina rafforza la sua presa sulle risorse chiave per la lavorazione di minerali essenziali per il sistema militare, la NATO, gli Stati Uniti e i suoi alleati si stanno affrettando a garantire forniture alternative.
Mentre la Russia continua ad avanzare per controllare le risorse minerarie dell’Ucraina, i politici occidentali si illudono che ne rimangano a sufficienza per ripagare l’enorme debito accumulato dal paese.
I produttori di armi degli Emirati Arabi, della Turchia e della Russia stanno traendo grandi profitti dal sanguinoso conflitto in Sudan.
Se non avete mai sentito parlare della “civiltà dell’alluminio” non conoscete la storia straordinaria di Arvida, una città costruita dal nulla per produrre metallo in grandi quantità e con un impiego responsabile delle risorse naturali.
La guerra tra Russia e Ucraina sta facendo crescere la domanda di rame. La maggior parte delle munizioni utilizza rame, mentre i bossoli delle cartucce sono realizzati in ottone.
I dati più recenti confermano che gli eserciti più grandi del mondo sono in Asia, con il Vietnam che guida la graduatoria.
È stato pubblicato l’ultimo report del SIPRI, da cui emerge che le spese militari globali hanno raggiunto il massimo storico.
Mentre il mondo sembra scaldare i motori per andare in guerra, emergono sempre più chiaramente le criticità di alcuni materiali, la grafite in primo luogo, che potrebbero compromettere le capacità belliche dell’Occidente.
Ci aspettano anni di riarmo, in tutti paesi del mondo. E in questo nuovo mondo i metalli da guerra giocheranno un ruolo determinate.
I veri interessi occidentali e russi che hanno scatenato i sanguinari combattimenti sui territori dell’Ucraina, non sono per nulla chiari all’opinione pubblica. Come nel caso del titanio…
Mentre l’Europa sembra correre verso una guerra, ecco a quale economia dobbiamo prepararci se non si interromperà la spirale dell’odio.
I prezzi del petrolio sono immediatamente schizzati verso l’alto dopo che gli Stati Uniti hanno ucciso il generale iraniano Qassem Soleimani.
La nuova situazione creatasi in Medio Oriente con il ritiro americano dalla Siria, sembra portare dritto dritto verso una guerra tra Iran e Israele.
I venti di una guerra commerciale USA-Cina non avevano spaventato più di tanto il mercato del petrolio. Ma una guerra vera è tutta un’altra storia…
Le forti tensioni tra Stati Uniti e Corea del Nord preoccupano il mondo intero. Ma, per chi conosce la storia degli ultimi 60 anni, non sono certo una novità.
Le conseguenze di una guerra nella regione coreana sui prezzi del petrolio potrebbero essere drammatiche, anche se di breve durata.
Il famoso “La guerra è la continuazione della politica con altri mezzi” evidenzia il controverso problema del rapporto tra guerra e politica. E dalla graduatoria che segue, il primato sembrerebbe proprio quello della guerra…
La guerra in Siria ha portato nuovo interesse per le armi chimiche. Spesso definite come “bombe dei poveri”, le armi chimiche richiedono un investimento relativamente basso, ma possono causare gravi effetti psicologici e fisici.
La partita che si sta giocando sui brevetti per i magneti al neodimio tra Cina e Giappone, potrebbe essere determinante per le prospettive di sviluppo del mercato globale delle auto elettriche.
Tra i più importanti paesi esportatori di armi del mondo c’è anche l’Italia, a conferma di una nota vocazione industriale in questo settore. Meno nota la destinazione finale delle armi “made in Italy”, che a qualcuno sembrerà sorprendente…
Le tensioni che si sono create in Medio Oriente potrebbero avere conseguenze drammatiche. E i prezzi del petrolio potrebbero volare a 500 dollari. Impossibile o soltanto improbabile?
Quali sono le accademie militari più famose del mondo? Come da copione svettano quelle delle grandi potenze militari mondiali, ma non manca qualche outsider.
Se i prezzi della benzina si sono parzialmente ridimensionati, lo si deve alla guerra dei prezzi tra Arabia Saudita e Stati Uniti che sta sconvolgendo il mercato petrolifero e delle materie prime di tutto il mondo.
Uno dei più grandi finanzieri del mondo, celebre per le sue speculazioni vincenti, ha formulato le sue previsioni di quello che ci aspetta nei prossimi anni. E non sono belle notizie…