Acciaio debole, ma a novembre e dicembre i prezzi cresceranno
La riduzione della produzione porterà ad un’offerta limitata e i prezzi dei coil laminati a caldo (HRC) dovrebbero risollevarsi negli ultimi due mesi dell’anno.
La riduzione della produzione porterà ad un’offerta limitata e i prezzi dei coil laminati a caldo (HRC) dovrebbero risollevarsi negli ultimi due mesi dell’anno.
Il mercato europeo dell’acciaio sta soffrendo per la domanda molto debole. Lo testimoniano anche le difficoltà in cui si trova Liberty Steel.
Diverse acciaierie europee stanno effettuando interventi di manutenzione fuori stagione. La parola d’ordine è “tagliare la produzione”.
L’edilizia rappresenta oltre la metà del consumo globale di acciaio e qualsiasi diminuzione delle costruzioni schiaccia la domanda di acciaio. E, per i prossimi 10 anni, ci attende un calo…
I prezzi europei degli HRC diminuiscono a causa della necessità dei produttori di acciaio di riempire il portafoglio ordini.
La situazione nello stabilimento di Taranto resta difficile e il nostro governo ne è totalmente consapevole. La partita tra ArcelorMittal e governo italiano sembra a un punto morto.
Pagare o non pagare un premio per l’acciaio verde? La questione assumerà un’importanza sempre maggiore nei prossimi anni.
Lo spread degli HRC in Europa è schiacciato ai minimi di tre anni, mentre le previsioni per i prossimi mesi indicano un’ulteriore contrazione.
In tutta Europa gli acquirenti stanno spingendo per ottenere prezzi più bassi per le lamiere grosse, mentre le acciaierie cercano di resistere.
Secondo gli analisti, i prezzi dei prodotti piani nella UE potrebbero aumentare di 150 euro entro il 2030 a causa dell’introduzione del CBAM.
L’impianto di ArcelorMittal a Brema verrà chiuso per 2 mesi per manutenzione, complice il momento di scarsa domanda sul mercato dell’acciaio.
Dal primo ottobre entreranno in vigore le nuove quote di importazione e il mercato si aspetta acciaio asiatico a prezzi più bassi. Tuttavia, sull’import incombe l’incertezza sulla nuova normativa contro il materiale di origine russa.
Nonostante alcuni ristoccaggi alla riaperture dell’attività dopo il fermo estivo, il mercato delle travi in acciaio resta debole e incerto.
La depressione economica pesa sul mercato dell’acciaio. L’edilizia va male e le prospettive per il settore auto sono negative. Riusciranno le acciaierie, come hanno annunciato, ad aumentare i prezzi dei coils in un contesto tanto sfavorevole?
L’acciaio indiano furoreggia in Europa. Su base annua, le esportazioni verso i tre principali paesi europei sono aumentate del 14%.
Nella prima metà di quest’anno l’Italia ha ridotto le importazioni di acciaio dai paesi terzi del 15,8%, aumentando le esportazioni.
La produzione italiana di acciaio grezzo è aumentata del 9,2%, mentre in Germania è diminuita dello 0,5%. Tuttavia, negli impianti tedeschi si registra una pericolosa tendenza…
È probabile che, a inizio di settembre, le acciaierie aumenteranno i prezzi dei coil d’acciaio (HRC). Tuttavia, molti sono dubbiosi che il mercato riesca a sostenere questi aumenti.
Il rallentamento sul mercato dei prodotti lunghi in acciaio sta mettendo sotto pressione molte acciaierie.
ArcelorMittal taglia le sue previsioni sulla domanda globale di acciaio, ma supera le aspettative sugli utili trimestrali.
Tendenzialmente al ribasso i prezzi dell’acciaio di questo mese. Tuttavia, le acciaierie provano ad alzare i prezzi nella speranza di scuotere gli acquirenti e ottenere nuovi ordini.
Rimbalzo dei prezzi dei prodotti piani sul mercato italiano grazie ai ristoccaggi prima delle chiusure per le vacanze estive.
Mese di giugno in contrazione ma non troppo per i rottami ferrosi. Secondo Assofermet, i prezzi sono in discesa ma la disponibilità di materiale è scarsa.
Le statistiche di giugno evidenziano come i prezzi dell’acciaio (HRC) continuino a diminuire a causa di una domanda sempre più debole.
La riduzione della domanda di alluminio e di acciaio dovrebbe continuare anche per il resto del 2023. Ecco le previsioni di metals4U…
Il mercato dei coils d’acciaio è molto tranquillo, con prezzi che si stanno stabilizzando e una domanda molto bassa.
Gli acquirenti stanno tirando il freno dei riassortimenti di coils d’acciaio (HRC), con la conseguenza che il mercato è quieto come non mai.
Nel 1967 la Cina produceva 14 milioni di tonnellate di acciaio. Oggi ne produce oltre un miliardo di tonnellate. Da questi numeri è possibile intuire come si è evoluto il mercato siderurgico a livello globale.
Si sta diffondendo l’idea che il calo dei prezzi dei coils d’acciaio sul mercato italiano si stia arrestando. Tuttavia, la domanda è ancora tentennante.
Durante il prossimo anno il consumo apparente di acciaio potrebbe aumentare del 5,4% nell’Unione Europea. Ma quest’anno i consumi scenderanno.