Produzione siderurgica italiana a gennaio 2026 in moderata crescita (+1,6%)
Secondo gli ultimi dati diffusi da Federacciai, gennaio registra un incremento della produzione nazionale di acciaio pari all’1,6% su base …
Secondo gli ultimi dati diffusi da Federacciai, gennaio registra un incremento della produzione nazionale di acciaio pari all’1,6% su base …
Secondo un recente report del Bureau of International Recycling (BIR), il consumo di rottami di acciaio è diminuito nella maggior …
Il mercato globale dei prodotti lunghi in acciaio resta debole e caratterizzato da una grande incertezza. Tuttavia, per il 2026, gli operatori sono cautamente ottimismi.
I prezzi europei dei coils laminati a caldo (HRC) sono stabili o leggermente in rialzo, mentre si registrano grandi quantitativi …
Uno studio scientifico spiega come i campi magnetici rallentino la diffusione del carbonio negli acciai durante i trattamenti termici, chiarendo un fenomeno noto da decenni. La scoperta apre a processi produttivi più efficienti e meno energivori.
La produzione di acciaio della Cina ha superato il suo picco, dopo che nel 2025 è scesa al livello più …
Mentre la UE limita le esportazioni per proteggere le proprie filiere, chiede interventi quando altri paesi, come l’Ucraina, adottano misure simili. Il caso polacco evidenzia così i doppi standard di una politica industriale sospesa tra libero mercato e protezionismo.
I produttori europei di HRC hanno riportato gli impianti vicino alla piena capacità, spinti dal recupero dei prezzi e da una minore pressione delle importazioni, nonostante una domanda finale ancora debole e costi legati al carbonio in aumento.
Con l’entrata in vigore del CBAM, il costo del carbonio diventa un fattore chiave nei prezzi e nella competitività dell’acciaio, incidendo su margini, investimenti e dinamiche di mercato in un contesto di domanda ancora debole.
La domanda di acciaio in Italia è in crisi: consumi ai minimi storici, industria manifatturiera in difficoltà e investimenti pubblici frenati dal debito.
Il miliardario britannico Michael Flacks è pronto a giocare la partita più ambiziosa della sua carriera: il rilancio dell’ex Ilva …
Nel 2026 il settore siderurgico globale dovrebbe avviarsi verso una ripresa moderata, sostenuta da investimenti infrastrutturali, politiche monetarie più accomodanti e misure protezionistiche che favoriscono i produttori locali, in un contesto ancora segnato da rischi geopolitici e tensioni commerciali.
Il mercato globale dei lunghi chiude l’anno in un clima di forte incertezza: domanda debole, costi in aumento e nuove pressioni regolatorie rendono difficile per i produttori definire strategie e mantenere la redditività.
La domanda debole continua a frenare il mercato siderurgico europeo, lasciando i prezzi dell’acciaio quasi immobili.
La divisione siderurgica di Thyssenkrupp è in crisi e inizierà a ristrutturare. Migliaia di posti di lavoro sono a rischio.
Una serie di incendi negli stabilimenti siderurgici europei e l’imminente stretta normativa sulle importazioni stanno riducendo l’offerta e alimentando nuovi rialzi nei prezzi dell’acciaio, in un mercato segnato da domanda debole e capacità inutilizzata.
Il paese punta a diventare un hub regionale per il ferro a basse emissioni entro il 2030, sostenuto da una strategia industriale chiara e da enormi potenzialità nelle energie rinnovabili.
Negli ultimi mesi, un numero crescente di aziende del settore siderurgico della UE ha segnalato incendi e interruzioni della produzione.
La UE prepara una stretta sulle importazioni di acciaio laminato a caldo, con dazi raddoppiati e quote ridotte quasi della metà.
La UE è oggi il maggiore esportatore mondiale di rottami di acciaio, in un contesto di domanda interna debole e di una qualità dei rottami inadatta per l’impiego nella produzione primaria.
Costi energetici elevati, bassa domanda, export cinese e dazi stanno provocando il crollo del settore siderurgico europeo.
Il piano d’azione cinese, che impone un divieto rigoroso sulla capacità extra, potrebbe essere un modello per altri settori afflitti da guerre dei prezzi.
Il mercato siderurgico europeo è in crisi per tutta una serie di fattori sfavorevoli. Ecco quali sono e che prospettive abbiamo davanti secondo EUROFER…
ArcelorMittal ha aumentato i prezzi dei coil laminati a caldo a 610 euro per tonnellata (EXW) per le consegne del quarto trimestre.
La Commissione Europea sostiene che l’overcapacity dell’acciaio nella UE sia ormai un problema del passato, nonostante i dati continuino a mostrare una capacità produttiva superiore alla domanda.
Mentre la Cina ha realizzato oltre la metà del produzione globale di acciaio, l’India avanza con forza e l’Europa punta su decarbonizzazione e tecnologie di nicchia.
Dopo quasi mezzo secolo di declino della metallurgia statunitense, Trump vuole recuperare le industrie strategiche perdute.
ArcelorMittal fermerà l’altoforno n. 3 del suo stabilimento di Dąbrowa Górnicza a causa dei margini non sostenibili dovuti ai bassi prezzi dell’acciaio e agli elevati costi operativi.
L’industria siderurgica europea è sotto assedio: prezzi in caduta libera, concorrenza cinese, dazi statunitensi e costi energetici elevati stanno mettendo a dura prova un settore cruciale per l’economia e la sicurezza del continente.
La Cina si avvia a stabilire un nuovo record nelle esportazioni di acciaio, alimentando tensioni globali con prezzi stracciati e un eccesso di offerta che mette in crisi i produttori internazionali.