Le sanzioni al petrolio russo saranno una catastrofe per i mercati globali?

Secondo vice primo ministro russo, il divieto delle forniture di petrolio dalla Russia spingerà i prezzi a record senza precedenti.

Le sanzioni al petrolio russo saranno una catastrofe per i mercati globali

Se il petrolio (e il gas) della Russia venisse sanzionato, vietandone le importazioni nei paesi occidentali, i prezzi potrebbero arrivare a livelli mai immaginati, neppure dai traders più rialzisti.

I prezzi del petrolio andranno oltre i 300 dollari al barile?

Secondo il vice primo ministro russo, Aleksandr Novak, i prezzi potrebbero oltrepassare i 300 dollari al barile (oggi, 8 marzo, le quotazioni del Brent sono a 126 dollari). Inoltre, a sua detta, la Russia non è così dipendente dall’Occidente e saprebbe dove reindirizzare  il suo petrolio in caso di necessità. 

In questi giorni drammatici, i prezzi del gas naturale in Europa hanno raggiunto livelli record di quasi 3.900 dollari per mille metri cubi, mentre il prezzo del Brent ha superato i 130 dollari al barile per la prima volta in un decennio.

Gli Stati Uniti stanno pianificando un divieto alle importazioni di petrolio russo. La Russia rifornisce di energia l’Europa da decenni e, ad oggi, soddisfa il 40% dell’intero fabbisogno europeo di gas. Inoltre, proprio ieri, le voci circa questa iniziativa americana hanno letteralmente sconvolto il mercato del nichel.

La Germania non vorrebbe sanzionare il petrolio russo

All’inizio di questa settimana, il cancelliere tedesco Olaf Scholz ha detto che il suo paese non è in grado di sostituire le forniture di gas russe in tempi brevi. Perciò si è opposto all’idea di qualsiasi sanzione contro l’industria petrolifera e del gas russa. Dopo queste dichiarazioni i mercati hanno subito reagito con una discesa del prezzo del gas a 2.700 dollari per mille metri cubi.

Nel frattempo, il colosso energetico russo Gazprom ha confermato che ha intenzione di mantenere tutti i suoi impegni verso i clienti stranieri, affermando che sta utilizzando ancora il sistema di transito del gas ucraino nonostante la guerra in corso tra Mosca e Kiev.

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