Il nuovo business-model delle assicurazioni: comprare la nostra privacy

Le compagnie di assicurazioni sono sulla buona strada per esaudire il loro più grande desiderio: monitorare ogni istante della vita dei loro clienti.

Il nuovo business-model delle assicurazioni: comprare la nostra privacy

Le nuove tecnologie sono la fortuna delle compagnie di assicurazioni. Non tutte lo hanno ancora capito bene e non in tutti i paesi ma, come noto, le assicurazioni sono dei pachidermi e si muovono lentamente, ma implacabilmente.

Dispositivi per premiare i virtuosi e punire gli scriteriati

Per conoscere cosa significherà una polizza a prezzi stracciati in cambio di un po’ della nostra privacy basta guardare agli Stati Uniti. Nel paese dell’high-tech, quando si stipula una nuova polizza per l’auto, gli agenti assicurativi cercano di convincere i clienti (per il momento non è obbligatorio) a sfruttare una nuova funzionalità: un dispositivo che si collega alla porta diagnostica del veicolo per tenere traccia degli schemi di guida del conducente, chilometro per chilometro.

Il dispositivo assegna una “valutazione delle prestazioni” in base alle abitudini di guida. Chi guida “in sicurezza“, vedrà il proprio premio assicurativo diminuire. Chi guida troppo veloce, frena troppo bruscamente o guida all’ora sbagliata (a tarda notte per esempio), vedrà il premio aumentare.

È solo l’inizio…

Ma il monitoraggio delle abitudini di guida è solo l’inizio.

Anche le compagnie di assicurazione sulla vita e sulla salute vogliono sapere cosa stanno facendo i loro clienti 24 ore al giorno. Perciò propongono la stessa cosa ai propri clienti: “lascia che ti seguiamo in tutto ciò che fai e risparmierai sui premi“. Ciò è possibile con dispositivi indossabili come Fitbit che monitorano la frequenza cardiaca, i ritmi del sonno e l’assunzione del cibo.

Dal punto di vista delle assicurazioni-vita il ragionamento è semplice: visto che le persone vivono più a lungo e, di conseguenza, i guadagni per le compagnie sono maggiori, è possibile offrire degli sconti sotto varie forme. Negli Stati Uniti alcune compagnie regalano un abbonamento gratuito ad Amazon Prime, altre offrono coupon per acquistare alimenti sani.

Chi allena il fisico può vincere premi

Tanta generosità per far sì che i clienti vivano più a lungo. Esiste un programma denominato “Vitality“, popolare tra i clienti più giovani, che per ogni 10 allenamenti in palestra completati permette di partecipare all’estrazione di premi.

Chissà che presto non arrivi anche una lotteria per chi si è sottoposto alla seconda vaccinazione per il COVID-19. Già oggi esiste un dispositivo indossabile che avvisa chi ha bevuto troppo e un altro che assiste mentre si fa sesso e poi dà suggerimenti su come compiacere al meglio il partner.

E la privacy?

Stiamo andando verso un mondo migliore, dove tutto funziona alla perfezione, compresa la nostra salute? I dubbi sono leciti anche perché, nella maggioranza di questi casi, il proprietario di tutti i dati raccolti non è l’utente. I dati possono essere divulgati a terzi e potrebbero essere utilizzati anche in caso di un incidente.

Privacy e riservatezza addio! Per fortuna, almeno per il momento, non c’è l’obbligo di utilizzare dispositivi come questi e, per quanto sia interessante il business-model delle assicurazioni che tende ad abbassare il costo dei premi, anche la privacy ha un costo. Si tratta di uno di quei costi che le persone sottostimano quando la mettono in vendita e di cui si rendono conto dell’effettivo valore solo dopo averla persa per sempre.

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