Cospirazioni e complotti. Chi sono i creduloni?

Le persone con determinati tratti della personalità e stili cognitivi hanno maggiori probabilità di credere nelle teorie della cospirazione.

Cospirazioni e complotti. Chi sono i creduloni?

Il coronavirus è il risultato di una cospirazione per impedire la rielezione di Donald Trump? L’uomo non è mai stato sulla Luna e le immagini della NASA sono il frutto di un complotto? Le Terra è piatta e le prove del contrario sono state confezionate per ingannare l’umanità?

Le teorie della cospirazione sono sempre esistite. Tuttavia, recentemente hanno acquistato una grande visibilità, anche grazie al successo delle notizie “incredibili ma vere” sui social media.

Le cospirazioni e i complotti, tanto più inverosimili sono e tanto più incuriosiscono le persone. Tuttavia, non riescono ad ottenere un consenso generale e catturano soltanto un ristretto numero di persone.

Quando il mondo sembra un luogo intrinsecamente pericoloso

Ma cosa hanno in comune le persone che vengono attratte da queste teorie spesso sconclusionate? Secondo un recente studio di un professore di psicologia dello Union College (Stati Uniti), si tratta di persone con determinati tratti della personalità e stili cognitivi. Persone sospettose, che non si fidano, eccentriche, che hanno bisogno di sentirsi speciali e con la tendenza a considerare il mondo come un luogo intrinsecamente pericoloso.

Invece, le persone che sono riluttanti a credere nelle teorie della cospirazione tendono ad avere le qualità opposte.

Lo studio in questione ha raccolto le interviste di oltre 1.200 adulti americani. Sono state poste una serie di domande relative ai tratti della personalità degli intervistati e se fossero d’accordo con affermazioni cospirative generiche. Alcuni di loro credono che la politica mondiale sia controllata da una cupola anziché dai governi o che gli scienziati ingannino sistematicamente il pubblico.

Concetti profondi o affermazioni senza senso?

I risultati dello studio, recentemente pubblicato sul Journal of Individual Differences, mostrano che il più forte predittore della credenza alle cospirazioni è una serie di caratteristiche della personalità denominata schizotipia. I complottisti sembrano avere tendenze cognitive che li rendono più propensi, rispetto alle altre persone, a giudicare profonde le affermazioni senza senso. Questa tendenza è nota tra gli psicologi come bullshit receptivity (sensibilità alle cazzate).

Chi ha una visione cupa del mondo, giudicandolo caotico e malvagio oltre che pieno di insensate ingiustizie e sofferenze, probabilmente trae un minimo di conforto dal pensiero che ci sia qualcuno, o qualche piccolo gruppo di persone, responsabile di tutto.

In ogni caso, al di là delle cospirazioni e della propensione a crederci, è importante rendersi conto che quando la realtà diventa ambigua, la nostra personalità e i pregiudizi cognitivi ci spingono ad adottare le nostre credenze, complottiste o religiose che siano.

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