Cosa aspettarsi dai diamanti nel 2021?

Il 2020 è stato un anno difficile per il mercato dei diamanti, ma il COVID-19 ha accelerato la tendenza all’ammodernamento di tutto il settore.

Cosa aspettarsi dai diamanti nel 2021?

Il settore dei diamanti è stato flagellato dalla pandemia: riduzione della produzione mineraria, chiusure dei negozi al dettaglio e catene di approvvigionamento che hanno funzionato a singhiozzo. Il 2020 è stato un anno pesante.

Le vendite di diamanti sono calate in tutto il mondo e l’effetto sui prezzi è stato solo in parte attenuato dalla minor produzione. Anche se la domanda è migliorata durante la seconda metà dell’anno, gli operatori del settore se la sono vista brutta.

Un anno drammatico, con un forte recupero nel finale

A marzo quasi tutte le materie prime hanno subito cali di prezzo per l’impatto del COVID-19. L’unica eccezione sono stati l’oro e l’argento che sono stati visti come beni rifugio.

Nonostante gli sforzi degli operatori del settore di pubblicizzare i diamanti come un rifugio sicuro grazie alla loro mobilità, valore, apprezzamento e tangibilità, i consumatori li continuano a percepire come oggetti di lusso. Come noto, i generi di lusso soffrono particolarmente quando l’economia si contrae.

Produzione in calo ma la domanda ha fatto peggio

Secondo l’analista Paul Zimnisky, la produzione globale di diamanti è diminuito di oltre il 20% a circa 113 milioni di carati. Si tratta di volumi di produzione bassissimi, che non si vedevano dagli anni ’90. Tuttavia, il calo produttivo non ha avuto conseguenze sul mercato dal momento che la domanda al dettaglio si è squagliata, soprattutto nei primi 6 mesi dello scorso anno.

Se guardiamo a 2 dei più importanti mercati del mondo per la gioielleria, Stati Uniti e Cina, le vendite stimate per il 2020 rispetto all’anno precedente sono rimaste abbastanza stabili nel primo caso e in crescita nel secondo.

E i prezzi? Con il calo della domanda, anche i prezzi sono diminuiti (tra il 12 e il 15%). I prezzi all’ingrosso dei diamanti levigati sono diminuiti del 9,3% tra gennaio e luglio, tuttavia entro la fine di dicembre sono aumentati del 7,3%.

Soprattutto durante le festività natalizie da novembre a dicembre si è registrato un forte aumento della domanda. Un fenomeno che ha messo in luce come le persone benestanti non hanno subito danni economici dalla pandemia e, in molti casi, hanno addirittura migliorato la loro condizione. Non per nulla i mercati finanziari hanno raggiunto massimi storici.

In realtà, sono state le persone più povere ad essere le più colpite dalle conseguenze del COVID-19 e il recupero dei prezzi del mercato dei diamanti lo testimonia abbastanza chiaramente.

Le prospettive per il 2021

Certamente, la chiusura di alcune miniere di diamanti avvenute nel corso del 2020 avrà un impatto sull’offerta per il 2021. Una delle miniere più importanti ad essere chiusa è stata la miniera di Argyle, in Australia. Gestita da Rio Tinto, era stata aperta nel 1985 e ha prodotto nella sua vita circa il 90% dei diamanti rosa e rossi del mondo. Dopo 37 anni di attività, è stata chiusa a novembre dello scorso anno.

La chiusura di Argyle comporta una riduzione di circa 10 milioni di carati di piccoli diamanti all’anno, il che dovrebbe essere di supporto ai fondamentali dell’offerta.

Certamente, l’impatto del COVID-19 sui diamanti è stato pesante, ma ha permesso di evidenziare e parzialmente correggere tutta una serie di problemi che affliggono il settore. Questa tendenza al rinnovo di tutto il comparto dovrebbe continuare anche nel 2021.

I rivenditori accentueranno la loro presenza online per raggiungere nuovi clienti, anche se lontani dal negozio fisico. Inoltre, cosa ancora più importante, si pensa che gli acquisti di diamanti grezzi saranno meno speculativi che in passato.

Negli ultimi anni, le scorte di diamanti in eccesso si sono spostate dai rivenditori ai minatori, cosa che ha mostrato un’accelerazione nel 2020. Non ci sono dubbi che, per un mercato equilibrato e solido, è preferibile che i diamanti in eccesso siano nelle mani dei produttori, che sono ben capitalizzati, piuttosto che in quelle dei rivenditori. In altre parole, meglio avere rivenditori che si concentrano sulla vendita piuttosto che sulla speculazione.

Sembra che, nel 2021, il settore farà altri passi in avanti in questa direzione.

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