Tecnologia e Scienza

Un catalizzatore al cobalto per ottenere idrogeno come fonte di energia verde

I ricercatori dell’Università di Cambridge sono riusciti a produrre idrogeno dall’acqua, con un catalizzatore al cobalto molto economico. Il risultato ha una grande importanza dal momento che l’idrogeno può essere usato per le pile a combustibile, una fonte molto promettente di energia verde.

Il catalizzatore al cobalto è in grado di lavorare in condizioni che possono favorirne l’uso industriale. Utilizza acqua dolce, tollera l’ossigeno dell’atmosfera e funziona a temperatura ambiente.

L’idrogeno è normalmente prodotto da combustibili fossili, creando come sottoprodotto dell’anidride carbonica, principale responsabile dell’effetto serra. Quindi l’idrogeno così ottenuto non è nè rinnovabile, nè pulito.

Il catalizzatore al cobalto è rivoluzionario, perchè fino ad ora gli scienziati non sono riusciti a trovare un catalizzatore efficiente ed economico che funzionasse in condizioni reali. Gli attuali catalizzatori impiegati a tale scopo, come quelli al platino, sono troppo costosi e inefficienti.

Erwin Reisner,  autore della ricerca e responsabile del laboratorio Christian Doppler dell’Università di Cambridge, ha dichiarato “la nostra ricerca dimostra che materiali poco costosi come il cobalto, sono i più adatti per soddisfare i requisiti per questi tipi di catalizzatori. Certamente ci sono ancora molti ostacoli da superare, come per esempio la stabilità del catalizzatore, ma abbiamo fatto un primo passo verso la produzione di idrogeno verde in condizioni ambientali normali”.


Anche se è troppo presto per valutare l’impatto di questa scoperta sulla domanda mondiale di cobalto, è certo che nuovi utilizzi del metallo possano essere considerati positivamente in un mercato che soffre di un eccesso di offerta.

La produzione mineraria mondiale di cobalto era di circa 98.000 tonnellate nel 2011. Il CRU (Commodities Research Unit), istituto di ricerca indipendente con sede a Londra,  ha stimato che la domanda di cobalto salirà a oltre 100.000 tonnellate all’anno entro il 2016. Fino ad allora il mercato dovrebbe rimanere in eccesso di offerta.

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