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Terre rare: previsioni per il 2017

Il 2016 è stato un anno difficile per il mercato delle terre rare. Purtroppo, il nuovo anno è destinato a seguire la stessa strada.

Terre rare: previsioni per il 2017

Il 2016 è stato un altro anno difficile per il settore delle terre rare, con prezzi deboli e una scarsissima crescita di società al di fuori dalla Cina.

Un mercato stagnante, che non ha sorpreso nessuno e che era nelle attese di tutti, con un interesse sempre più ridotto da parte degli investitori. I prezzi hanno visto una lieve ripresa soltanto nella scorsa primavera, a seguito di una manovra concertata delle sei più importanti aziende cinesi del settore, che hanno accumulato materiale per sostenere il mercato.

Anche se alcuni elementi delle terre rare hanno registrato una crescita costante delle quotazioni, il settore, nel suo complesso, è rimasto depresso.

Tuttavia, è interessante quanto successo sul mercato cinese. Come noto, la Cina è il leader mondiale nella fornitura di terre rare, con oltre il 90% del mercato globale. Nonostante la miniera di Baiyun,  a Baotou, che rappresentava un terzo di tutta la produzione mondiale di terre rare, sia rimasta chiusa per tutto il 2016, i prezzi non ne hanno beneficiato.

L’estrazione illegale pesa per circa 45.000 tonnellate, corrispondente a circa un terzo della produzione globale annua

Infatti, l’estrazione illegale di terre rare ha riempito il vuoto, continuando a rappresentare una quota significativa delle esportazioni cinesi verso il resto del mondo. Secondo PR Newswire, l’estrazione illegale ha pesato per circa 45.000 tonnellate, corrispondente a circa un terzo della produzione globale annua. Un fenomeno che ha fatto scendere i prezzi ai minimi degli ultimi 6 anni, penalizzando i produttori in regola.

All’inizio dell’anno, il governo cinese aveva dichiarato guerra all’estrazione illegale e al contrabbando, con un sistema per rendere trasparente l’origine delle forniture dei materiali. Di seguito, aveva deciso di limitare l’estrazione di terre rare a 140.000 tonnellate entro il 2020.


Guardando invece al 2017, gli esperti prevedono un andamento di mercato non particolarmente diverso dal 2016. Per alcuni elementi la domanda rimarrà sostenuta, ma i prezzi della maggior parte delle terre rare rimarranno deboli, almeno fino a quando la politica cinese di chiusura delle miniere illegali non produrrà qualche effetto. In controtendenza, il neodimio, in deficit sempre più grave, vedrà un aumento dei prezzi nei prossimi 5 anni.

In estrema sintesi, il 2017 non cambierà l’andamento del mercato e le uniche sorprese potrebbero venire soltanto dalla politica industriale in Cina, nel caso venissero aperte le porte a progetti occidentali per estrarre terre rare nel paese.

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