Lo scandalo Danske Bank: una lavanderia da 200 miliardi

Lo scandalo della Danske Bank in Estonia ha già provocato l’irrigidimento delle regole anti-riciclaggio. Ma il peggio potrebbe non essere ancora arrivato…

Lo scandalo Danske Bank: una lavanderia da 200 miliardi

Le autorità dell’Estonia hanno dato otto mesi di tempo alla Danske Bank (DBE) per lasciare il paese. Lo scandalo della banca danese, con una filiale in Estonia, sta offuscando la reputazione del mercato finanziario del piccolo paese. Un duro colpo alla trasparenza, alla credibilità e alla reputazione di tutto il mercato finanziario estone.

Banconote da 500 euro al bando

Le indagini sulle attività di riciclaggio di denaro su vasta scala presso la filiale estone di Danske Bank hanno innescato una risposta normativa da parte dell’Unione Europea (UE), con ripercussioni sulle banche di tutto il continente. Come quella del divieto delle banconote da 500 euro, visto che erano diventate le preferite dai criminali.

La piccola lavanderia estone, tramite conti intestati a non residenti, ha riciclato 200 miliardi di euro tra il 2007 e il 2015. Un caso eclatante che evidenzia le debolezze nella regolamentazione della UE circa le banche nei paesi membri e, in particolare, circa le filiali minori in stati piccoli e periferici come l’Estonia. In questo caso, si ritiene che il rischio all’integrità del sistema bancario estone provenga dalla Russia e da altri territori ex sovietici.

Come ha detto un funzionario della Commissione Europea, l’Europa ha le più severe norme antiriciclaggio nel mondo, ma il sistema è forte quanto lo è l’anello più debole.

Combattere con efficacia il riciclaggio di denaro sporco è un’impresa mastodontica. Non solo all’interno della UE ma anche a livello mondiale, vista la facilità di trasferimenti istantanei di denaro nell’era di internet. Le organizzazioni criminali e terroristiche conoscono molto bene le nuove tecnologia e hanno tutta l’esperienza necessaria per volare appena sotto il livello dei controlli delle autorità preposte.

Una distorsione finanziaria da centinaia di miliardi di dollari

A qualcuno potrebbe sfuggire il fatto che il riciclo di denaro e il finanziamento del terrorismo, continuano a paralizzare le economie, oltre che distorcere le finanze internazionali. Secondo il Basel Institute, le stime sulla quantità di denaro riciclato nel mondo vanno da 500 miliardi a 1 trilione di dollari.

Tornando alla Danske Bank, il caso coinvolge società operanti a Cipro, in Russia, nelle British Virgin Islands, nelle Seychelles, in Azerbaijan e in Ucraina. Gli investigatori sospettano che i pagamenti transitati sui conti della banca indagata siano andati in Lettonia, Cina, Svizzera, Turchia, Regno Unito e oltre 150 altri paesi. Nella maggior parte dei casi, le società di comodo venivano utilizzate per mascherare l’identità di coloro che erano coinvolti.

La regia della Russia e dell’Azerbaigian

Nelle indagini, anche un conto da 2,9 miliardi di dollari collegato al Presidente azero Ilham Aliyev e alla sua famiglia. Il conto potrebbe essere stato utilizzato come fondo per finanziare politici e lobbisti in Europa. Naturalmente, la contropartita era il loro sostegno alle azioni e alle misure politiche della Russia e dell’Azerbaigian.

Ma gli investigatori estoni e danesi stanno incontrando grandi ostacoli soprattutto in Russia, dalla quale è difficile, se non impossibile, ottenere informazioni riguardanti questo scandalo.

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