Metalli Preziosi

Quando ricomincerà a salire l’argento?

Gli operatori sul mercato dell’argento non sono concordi sulle prospettive del metallo. Tuttavia, ai prezzi attuali, qualcuno invita a non dimenticare il vecchio detto: “comprare basso e vendere alto”.

Anche durante il corso di quest’anno, i prezzi dell’argento non sono andati bene.

A fine settembre erano sotto di circa il 9% rispetto all’anno scorso e, paragonando i prezzi ai massimi raggiunti nel 2011 (47,94 dollari), la discesa è addirittura del 70%.

È quindi naturale per un investitore domandarsi quando arriverà il momento della crescita. Una domanda a cui è impossibile rispondere definitivamente poiché analisti ed esperti non possono prevedere il futuro e i pareri sull’argomento sono assai discordi. Tuttavia, una breve panoramica su quali sono i fattori in gioco sul mercato in questo momento, può aiutare a capire quali sono le prospettive per l’argento.

Mentre il 2015 è stato un anno di alti e bassi per i prezzi dell’argento, complessivamente il trend è rimasto impostato al ribasso, nonostante un picco di 18,29 dollari raggiunto a inizio anno e di 17,49 dollari a metà maggio.

Gli operatori del mercato si aspettano che i bassi prezzi costringeranno le aziende a tagliare la produzione

Per comprendere meglio i prezzi di argento, è importante non dimenticare che il driver principale rimane l’oro. Come sanno gli investitori, l’argento è più volatile del metallo giallo ma lo segue, quasi sempre, molto da vicino.

Nel corso del 2015 l’oro è stato influenzato principalmente dall’incertezza sui tassi di interesse negli Stati Uniti. Il mercato ha atteso a lungo che la Federal Reserve americana (FED) alzasse i tassi di interesse, una evento considerato sfavorevole ai metalli preziosi. Tuttavia, più la decisione della FED è stata rimandata e più è cresciuta la probabilità che l’eventuale aumento dei tassi non abbia un grande impatto sui prezzi di oro e argento.

In altre parole, il mercato sembra aver già scontato nei prezzi l’evenienza di un aumento di tassi, cosa che potrebbe verificarsi a fine anno.

A parte il rebus sui tassi di interesse della FED, gli operatori del mercato si aspettano che, presto o tardi, i bassi prezzi dell’argento costringeranno le aziende minerarie a tagliare la produzione, con una conseguente riduzione dell’offerta e un aumento dei prezzi. Una eventualità che fino ad oggi non si è verificata dal momento che i produttori hanno scelto di tagliare i costi piuttosto che ridurre la produzione.

Dal lato della domanda, qualcuno spera che la domanda nel settore solare porterà ad una maggiore richiesta di metallo bianco. Thomson Reuters GFMS ha evidenziato che nel 2014 la domanda d’argento nel solare è cresciuta del 7% rispetto all’anno precedente. Un tasso di crescita previsto in aumento per gli anni successivi.

Secondo David Morgan, popolare gurù dell’argento, i mercati dei futures di oro e argento, sono in grado di soddisfare la domanda senza per questo modificare l’offerta reale, grazie al fatto che questi tipi di contratti possono essere fabbricati a piacimento per fini speculativi. In altre parole, i mercati finanziari riescono a muovere i prezzi di oro e argento indipendentemente dalla domanda e dall’offerta di metallo fisico.


Come si vede, l’incertezza sul futuro dell’argento non è mai stata così grande ma l’investitore esperto non dimentica che le materie prime si muovono ciclicamente e, in ultima analisi, ciò che sale deve anche scendere e viceversa.

Meglio non dimenticare il vecchio detto “comprare basso e vendere alto“: con i prezzi bassi di oggi, comprare argento potrebbe essere una buona scommessa.

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