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Quando Ebola arriva in miniera

I decessi quotidiani causati dal micidiale virus non sono le uniche brutte notizie che arrivano dall’Africa. Molte miniere sono al collasso e le aziende quotate in borsa stanno assistendo all’azzeramento del loro patrimonio.

Nonostante gli sforzi per contenere l’attuale epidemia di Ebola, iniziata in Guinea lo scorso anno e diffusasi in vari altri paesi dell’Africa occidentale, oltre che in Spagna e negli Stati Uniti, la malattia rimane un grave problema.

Nel suo ultimo rapporto sulla situazione, rilasciato il 10 ottobre, l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) afferma che in circa un anno ci sono stati 8.399 casi di Ebola e 4.033 decessi.

I casi sono stati segnalati in sette paesi: Guinea, Liberia, Sierra Leone, Nigeria, Senegal, Spagna e Stati Uniti. Nei primi tre paesi della lista la malattia è ormai largamente diffusa.

Naturalmente, gli effetti più drammatici della malattia sono la morte di così tante persone, che non sono purtroppo le uniche conseguenze negative del virus mortale.

Attualmente, tuttavia, il settore le cui difficoltà sembrano più evidenti è quello del minerale di ferro

Ebola sta creando notevoli problemi a tutte le compagnie minerarie che operano dentro o intorno alle zone colpite. Per esempio, i produttori di rame e di cobalto, più recentemente anche quelli di diamanti, hanno avuto grossi problemi.

Attualmente, tuttavia, il settore le cui difficoltà sembrano più evidenti è quello del minerale di ferro.

Il prezzo del metallo è in discesa da tutto quest’anno, a causa di un aumento delle vendite di aziende come BHP Billiton e Rio Tinto, e l’epidemia di Ebola ha dato il colpo di grazia alle aziende più piccole.

Bloomberg riferisce che African Minerals e London Mining, due aziende minerarie operanti in Sierra Leone, hanno visto le proprie azioni scendere del 92% e del 96% nel corso di quest’anno. Le quotazioni di Sable Mining Africa, che sta sviluppando una miniera di minerali di ferro in Guinea, sono scese dell’85%.

Se queste disgrazie societarie hanno portato nuove opportunità ad aziende come la Glencore, che si dice essere interessata a rilevare la Rio Tinto, per la maggior parte dei casi non sono state benefiche per gli investitori.


Gli analisti sono concordi nel ritenere che sia meglio vendere tutto quello che ha a che vedere con aziende che si basano o che hanno stretti legami con Liberia, Guinea e Sierra Leone, ma anche con Nigeria e Senegal. E i prossimi paesi aggrediti dall’Ebola potrebbero essere Mali e Costa d’Avorio.

Ma lo scenario potrebbe peggiorare. Se la malattia si diffonde in tutto il continente, soprattutto ad est e a sud, ci potrebbero essere seri problemi di fornitura per il rame, l’uranio e altri metalli.

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