Mercati

La ripresa economica del Giappone spinge il mercato delle terre rare

Le esportazioni di terre rare cinesi in Giappone sono drasticamente aumentate nel corso degli ultimi mesi. Un picco temporaneo o l’inizio di un nuovo trend economico?

Da qualche mese, le esportazioni di terre rare (REE) della Cina sono aumentate, sostenute soprattutto dalla forte domanda proveniente dal Giappone che sta avvantaggiandosi degli attuali prezzi considerati molto bassi.

La Cina è il più grande consumatore al mondo e produttore di metalli rari, che ha aumentato le proprie esportazioni di circa 6 volte rispetto all’anno scorso e del 28% rispetto al mese precedente.

Secondo il China Customs Information Center esiste una correlazione diretta tra l’aumento dei volumi esportati, iniziato a gennaio 2013, e il calo dei prezzi. Il trend delle esportazioni è cambiato, soprattutto a causa della ripresa dell’economia giapponese. Il Giappone, che rappresenta circa i due terzi delle esportazioni cinesi di terre rare, si trova nel mezzo di una crescita economica innescata dai massicci interventi governativi per stimolare la domanda interna. La crescente fiducia dei grossi consumatori giapponesi di terre rare sta alimentando nuovi ordini.

La crescente fiducia dei grossi consumatori giapponesi di terre rare sta alimentando nuovi ordini

Gli esperti del settore, rimangono convinti che il motore principale dell’aumento delle esportazioni sono i prezzi particolarmente vantaggiosi per gli acquirenti. Inoltre, le scorte di terre rare delle aziende giapponesi ed europee sono molto basse e l’occasione di approvvigionarsi a condizioni favorevoli potrebbe non ripresentarsi tanto facilmente.

La nuova situazione rafforza i legami commerciali tra Giappone e Cina ma porta ad una maggiore dipendenza dei giapponesi da Pechino. Proprio quando le tensioni sulla sovranità delle Isole di Senkaku stanno riaccendendosi, sollevando forti preoccupazioni in tutto il mondo per la stabilità dell’area.


Il Giappone è ben consapevole che la dipendenza dalle terre rare cinesi, rende tutto il paese particolarmente vulnerabile e perciò ha cercato di ridurre questa dipendenza investendo in progetti per trovare fonti indipendenti di questi preziosi elementi.

Ma la domanda che circola negli ambienti economici attenti alle questioni minerarie è “L’aumento della domanda di terre rare cinesi, che compongono il 95% del mercato mondiale, è il primo segnale di una nuova fase economica e un catalizzatore per un prossimo aumento dei prezzi?“. Probabilmente è troppo presto per capire se si tratta dell’inizio di una vera ripresa globale o soltanto di un picco temporaneo della domanda.

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