La disputa sulle isole di Senkaku: una minaccia per la fornitura di terre rare

Una contesa che dura da secoli per territori disabitati ma di grande importanza strategica, potrebbe innescare una crisi militare a livello mondiale.

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La controversia tra Cina e Giappone sulle isole di Senkaku (Diaoyu per i cinesi) non mostra segni di distensione.

Durante la scorsa settimana, la tensione è salita alle stelle quando il primo ministro giapponese Yoshihiko Noda ha dichiarato che Tokyo non è disposta a rinunciare ai suoi diritti su queste isole. Gli addetti ai lavori nel settore delle terre rare (REE), sono con il fiato sospeso per questa disputa territoriale che minaccia di danneggiare irreparabilmente le relazioni commerciali dei due paesi.

Situate al largo della costa di Taiwan, le isole di Senkaku sono da tempo rivendicate da Cina, Giappone e Taiwan (vedi anche l’articolo La Cina e la politica del bastone). Esse sono chiamate Senkaku in Giappone, Diaoyu in Cina e Tiaoyutai a Taiwan. Il Giappone si è annesso le isole dalla Cina nel 1895 e tra il 1945 e il 1972 sono state sotto il controllo degli Stati Uniti per poi tornare sotto il controllo giapponese. Secondo un’indagine geologica svolta nel 1968, le acque che circondano le isole ospitano riserve di gas e petrolio.

Anche se il Giappone non è alla ricerca di un confronto militare e ha mostrato la volontà di continuare a discutere, considera le isole come parte integrante del proprio territorio alla luce della storia e anche in base al diritto internazionale“. Così si è espresso il primo ministro giapponese in un incontro con i giornalisti a New York.

Il mercato giapponese potrebbe venir colpito da un’eventuale blocco delle esportazioni di terre rare da parte della Cina, che penalizzerebbe molte attività produttive. Fino ad ora gli approvvigionamenti non hanno subito interruzioni ma, come successe nel 2010, la ritorsione causerebbe gravi danni all’economia giapponese e molti prodotti high tech potrebbero venir a mancare anche al di fuori del Giappone. La disputa ha scosso tutto il settore manifatturiero giapponese e ha portato molte aziende a cercare freneticamente approvvigionarsi presso fornitori non cinesi.

Mentre infuria il dibattito sulla sovranità delle isole di Senkaku, gli investitori farebbero bene a guardare a quei produttori di terre rare al di fuori della Cina.

Indipendentemente da quanto tempo durerà questa disputa, il Giappone cercherà forniture di terre rare sufficienti per alimentare la propria industria manifatturiera e sarà disposto a pagare un sovrapprezzo per quei progetti che dovessero aiutarlo nell’ottenere forniture costanti e affidabili.

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