Offshore

Il mondo sconosciuto delle bandiere di comodo

Battere bandiera di comodo è una prassi diffusa nel mondo commerciale marittimo, ma in questo modo vengono occultati traffici ed interessi spesso al confine della legalità.

Le imbarcazioni che battono bandiera della Liberia sono considerate il simbolo per antonomasia dell’anonimato e della segretezza. Infatti gli armatori e gli operatori di tutto il mondo occultano la propria clientela dietro al cosiddetto FOC (Flag Of Convenience), la bandiera di comodo. Tutte le società marittime che desiderano nascondere la propria reale attività economica, ricorrono a questo contratto che rende del tutto impenetrabile i reali intestatari di merci o di altri tipi di investimenti.

Per esempio, la famigerata piattaforma petrolifera Deepwater Horizon (il cui incendio nel 2010 provocò la fuoriuscita di idrocarburi con conseguenze ambientali disastrose nel Golfo del Messico) è una nave secondo il diritto internazionale. Anche se la proprietà è di una società svizzera offshore, la piattaforma viene gestita dalla British Petroleum, mentre l’impianto di perforazione è registrato alle Isole Marshall. Queste isole, con una popolazione di circa 62.000 abitanti e senza nessuna riserva di petrolio, dispongono di 221 petroliere registrate, un numero quattro volte superiore a quelle di tutti gli Stati Uniti. Infatti, il Registro dei Trasporti di queste isolette dell’Oceano Pacifico, ha il più alto tasso di crescita al mondo. L’iscrizione al registro può avvenire anche negli Stati Uniti o in Europa.

Con 650.000 dollari è possibile aprire una società in meno di ventiquattro ore e accedere a tutta una serie di benefici

Con 650.000 dollari è possibile aprire una società in meno di ventiquattro ore e accedere a tutta una serie di benefici come, per esempio, massimizzare la redditività riducendo al minimo il rischio di esporre i beneficiari a responsabilità personali.

Chi non è registrato alle Isole Marshall o a Panama, è registrato in Liberia. Questa nazione dell’Africa occidentale, stretta tra la Sierra Leone, Guinea e Costa d’Avorio, è la sede per più di 509 petroliere estere, essendo così la seconda più grande nazione marittima sulla terra.

Secondo l’OCSE (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico), la registrazione delle navi in paradisi FOC (Flag Of Convenience) sono la regola piuttosto che l’eccezione, come testimonia il 60% di tutte le navi registrate in queste giurisdizioni.

Nelle giurisdizioni FOC, l’anonimato della proprietà viene garantito da azioni al portatore che consentono, tra l’altro di cedere la proprietà in assoluta segretezza. I reali beneficiari gestiscono la proprietà esclusivamente attraverso un intermediario legale e non vengono menzionati in nessun caso.


Infine esiste un altro aspetto che spesso caratterizza le navi battenti bandiera di comodo: le condizioni in cui lavorano i marittimi di bordo. Spesso i salari sono bassi, il cibo e l’acqua sono scarsi e i periodi di lavoro sono lunghi e senza adeguati riposi. Infatti le regole applicate a bordo di una nave sono quelle del paese di immatricolazione. Decine di migliaia di marittimi sopportano condizioni miserabili e spesso rischiano la vita a bordo di navi che non rispettano alcun standard di sicurezza. Molte navi battenti bandiere di comodo sono tra le più vecchie rispetto alla media del resto della flotta mondiale. Molte di queste navi sono state denominate bare galleggianti.

Nel grande sistema del trasporto mondiale di merci e materie prime, c’è posto anche per questo.

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1 Commento

  1. Ma se queste cose sono conosciute da tutti perché non si adottano i rimedi opportuni? Forse perché ci sono le solite lobby protette dai soliti politici?

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