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In Amazzonia un’altra riserva naturale verrà trasformata in miniera?

Il Brasile ha deciso di aprire una enorme riserva naturale dell’Amazonia all’estrazione mineraria. Si ritiene che l’area contenga oro e altri minerali.

Il presidente brasiliano Michel Temer ha abolito una riserva naturale amazzonica della dimensione della Danimarca, ricca di specie, suscitando preoccupazioni per quello che succederà con  l’arrivo di aziende minerarie, costruttori di strade e manodopera in gran numero.

La cancellazione della riserva nazionale di Renca (National Reserve of Copper and Associates), che si estende su 46.000 chilometri quadrati al confine degli stati di Amapa e Para, è stata descritta da un senatore dell’opposizione parlamentare come “il più grande attacco all’Amazzonia negli ultimi 50 anni“.

L’intera area è stata protetta fino ad oggi dal 1984, ma la possibilità che contenga grandi riserve di oro, oltre a depositi di ferro, manganese, nichel, tantalio, ha indotto il governo ad abolire lo status di riserva nazionale sul 31% del territorio.

Il piano per lo sviluppo minerario di Renca è stato proposto per la prima volta dal Ministero delle Miniere brasiliano a marzo ed è stato reso ufficiale da un decreto presidenziale pubblicato mercoledì  23 agosto. Il governo ha detto che la riserva viene abolita per attirare investimenti stranieri, migliorare le esportazioni e promuovere un’economia che sta lottando per uscire dalla recessione.

l governo ha detto che la riserva viene abolita per attirare investimenti stranieri

La decisione è stata criticata dai gruppi ambientalisti e da alcuni politici. L’opposizione ha già proposto un disegno di legge per fermare l’attività mineraria nella regione e sta esaminando la possibilità di presentare una causa in tribunale.

Secondo il WWF brasiliano una corsa all’oro nella regione creerà danni irreversibili alle culture locali, con un’esplosione demografica, una deforestazione e la perdita di biodiversità e risorse idriche. Di conseguenza, sarà una grave minaccia per le popolazioni indigene.

Tra i maggiori sostenitori del progetto c’è Fernando Coelho, Il Ministro delle Miniere e dell’Energia del paese, che ha dichiarato che il progetto aiuterà il Brasile a sollevarsi dalla recessione. Attualmente, il tasso di disoccupazione nazionale è superiore al 12%.

In Brasile l’industria mineraria ha una lunga storia, oltre che una grande importanza economica e, all’annuncio dei nuovi progetti a Renca, tutte le grandi aziende minerarie del mondo si sono dichiarate interessate a partecipare all’esplorazione e all’estrazione di minerali nella regione.


Da quando Dilma Rousseff è stata destituita lo scorso anno, il nuovo Presidente Michel Temer non ha perso tempo per rimuovere le protezioni ambientali esistenti, in modo da compiacere alle potenti lobby agricole e minerarie. Ma la recente decisione circa la riserva nazionale di Renca ha scatenato l’ira anche della famosa top-model brasiliana Gisele Bündchen, che su Twitter ha commentato: “VERGOGNA! Stiamo mettendo all’asta la nostra Amazzonia. Non possiamo distruggere le nostre aree protette per degli interessi privati“.

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Da notizie dell’ultima ora sembrerebbe che Michel Temer abbia deciso di fare, in parte, marcia indietro, promettendo modifiche al piano, che salvaguarderà ambiente e comunità indigene. Lecito domandarsi se promesse tanto frettolose saranno davvero mantenute.

2 Commenti

  1. Fanno benissimo.
    L’amazzonia va coltivata.
    Le materie prime servono al mondo.
    A patto che lo stato brasiliano ne stia fuori ed appalti o venda a privati.

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