Mercati

Acciaio: la Cina ha tagliato più di 42 milioni di tonnellate

La Cina riduce la propria produzione di acciaio. Quali saranno gli impatti sul mercato globale e dove andranno i prezzi nei prossimi mesi?

Il governo cinese ha annunciato di aver chiuso 42,39 milioni di tonnellate di capacità produttiva di acciaio, soltanto nella prima metà di quest’anno.

Secondo quanto riportato da Reuters, questa percentuale rappresenta circa l’84% dell’obbiettivo che il governo si era posto per il 2017, per la riduzione della capacità di acciaio del paese.

Questa mossa porta la Cina molto vicina a completare il suo obiettivo quinquennale, fissato lo scorso anno, consistente nel tagliare dai 100 ai 150 milioni di tonnellate di capacità in eccesso in meno di due anni. La Cina ha preso questa decisione nel gennaio 2016, in seguito alla discesa dei prezzi del metallo che avevano trascinato il settore siderurgico nel baratro, sommerso da perdite e da debiti. Inoltre, è in corso una campagna per porre fine alla produzione illegale di acciaio di bassa qualità, la cui quantità è stimata in 100 milioni di tonnellate all’anno.

In Cina è in corso una campagna per porre fine alla produzione illegale di acciaio di bassa qualità

Tuttavia, non in tutto il mondo il mercato dell’acciaio si sta muovendo come in Cina, nonostante il gigante asiatico rimanga il principale driver a livello globale.

In Brasile, per esempio, i prezzi sono tendenzialmente in crescita dall’inizio del 2016 e la produzione, quest’anno, è in crescita. Il paese, che è il più grande esportatore di metallo siderurgico di tutto il Sud America, esporta principalmente negli Stati Uniti e in Messico.


Dall’altra parte dell’oceano, invece, in Italia e Spagna per la precisione, i prezzi dell’acciaio rimangono tra i più bassi del mondo.

Ma al di là dei mercati locali e dei diversi prodotti siderurgici, sul mercato globale i prezzi dell’acciaio sono tendenzialmente in aumento, sostenuti dai prezzi del minerale ferroso e delle materie prime. Infatti, un aumento delle materie prime (petrolio e carbone) fa crescere i prezzi di produzione e, quindi, i prezzi dell’acciaio crescono.

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