Il rally del nichel convince poco, mentre i tagli indonesiani restano un’incognita
L’annuncio di un possibile taglio della produzione di nichel in Indonesia ha riacceso le quotazioni, ma gli analisti sono prudenti.
L’annuncio di un possibile taglio della produzione di nichel in Indonesia ha riacceso le quotazioni, ma gli analisti sono prudenti.
Nonostante gli USA paghino premi record, l’alluminio canadese continua a fluire verso l’Europa, favorito da status duty-free, profilo low-carbon e minori rischi operativi.
Tra domanda delle banche centrali, crescente interesse degli investitori privati e un outlook più cauto sull’argento, il metallo giallo continua a occupare una posizione centrale nelle strategie di lungo periodo.
L’industria mineraria globale è sempre più dipendente dallo sfruttamento delle vecchie miniere per sostenere la crescita della produzione, in particolare di rame. Ma questa strategia non è sostenibile nel medio e lungo periodo.
Dopo il venerdì nero dei metalli, investitori ed operatori si domandano come interpretare i contrastanti segnali di mercato delle ultime settimane.
Una violenta presa di profitto ha colpito i mercati dei metalli. La correzione si è estesa ai titoli minerari, cancellando in poche ore miliardi di capitalizzazione.
Mentre la UE limita le esportazioni per proteggere le proprie filiere, chiede interventi quando altri paesi, come l’Ucraina, adottano misure simili. Il caso polacco evidenzia così i doppi standard di una politica industriale sospesa tra libero mercato e protezionismo.
Le nuove stime di Goldman Sachs indicano un mercato dell’alluminio ancora sostenuto nel breve periodo, con prezzi rivisti al rialzo per la prima metà del 2026 grazie a scorte limitate, domanda legata a veicoli elettrici e reti elettriche e incertezze sull’offerta.
I prezzi del manganese sono stati sotto pressione per l’abbondanza di offerta e per la debolezza della siderurgia, mentre prendono forma nuovi driver di domanda legati alle batterie e alla sicurezza delle forniture.
Il metallo chiave dell’economia moderna si avvia verso una fase di domanda in forte crescita, mentre l’offerta resta rigida. Secondo stime recenti, senza nuovi investimenti il mercato potrebbe affrontare un deficit significativo entro il 2040.
La scarsità di rottami continua a sostenere i prezzi dell’alluminio secondario in Europa, mantenendo elevati i valori di rottami e lingotti nonostante una domanda industriale disomogenea.
Il possibile rilancio dell’industria dell’alluminio venezuelana richiederebbe investimenti miliardari e profonde riforme, ma potrebbe contribuire a ridurre il deficit strutturale di metallo nelle Americhe.
Il mercato dell’argento è entrato in una fase di deficit strutturale a partire dal 2021, con una domanda in forte crescita che l’offerta non riesce più a soddisfare.
Restrizioni all’export, scorte ai minimi e nuove applicazioni tecnologiche hanno trasformato il tungsteno in uno dei metalli più strategici e volatili del mercato globale.
Nel 2026 il mercato dei metalli resta al centro delle dinamiche globali, sospinto da deglobalizzazione, tensioni geopolitiche e fragilità delle catene di approvvigionamento.
Indice Executive summary 1. Panoramica del mercato 1.1 Fattori chiave 1.2 Principali tendenze 2. Attori globali 2.1 Norsk Hydro 2.2 …
I produttori europei di HRC hanno riportato gli impianti vicino alla piena capacità, spinti dal recupero dei prezzi e da una minore pressione delle importazioni, nonostante una domanda finale ancora debole e costi legati al carbonio in aumento.
Lo stagno vola su massimi storici, spinto da un’ondata speculativa che ignora segnali di miglioramento dell’offerta e l’aumento delle scorte. Un mercato piccolo travolto dalla liquidità finanziaria, con rischi crescenti per l’intera filiera dei metalli industriali.
Le Big Tech entrano direttamente nella filiera del rame, trattando il metallo non più come una semplice commodity, ma come una risorsa strategica per data center, intelligenza artificiale e obiettivi climatici di lungo periodo.
Il minerale di ferro ha chiuso il 2025 con una tenuta dei prezzi superiore alle attese, ma il 2026 si apre sotto il segno di nuove pressioni strutturali: rallentamento della domanda cinese, decarbonizzazione della siderurgia, dazi e aumento dell’offerta globale.
Rame, stagno, alluminio e argento stanno diventando metalli strategici, spinti da prezzi record, scarsità di offerta e tensioni geopolitiche.
I prezzi dell’alluminio negli Stati Uniti hanno raggiunto livelli record (oltre 5.000 dollari), spinti dall’aumento dei dazi, dalla scarsità di offerta globale e dal crollo delle scorte interne.
Per la prima volta nella storia, i future sul rame hanno superato i 13.000 dollari a tonnellata. Ecco che cosa c’è dietro…
Il 2025 ha riportato il platino sotto i riflettori con un rialzo superiore al 100% e picchi oltre i 2.500 dollari l’oncia.
La cattura di Maduro da parte degli USA ha riacceso l’attenzione internazionale sulle immense risorse del sottosuolo venezuelano. Tra instabilità politica e nuovi equilibri geopolitici, l’oro potrebbe tornare al centro delle strategie economiche del paese.
La domanda di acciaio in Italia è in crisi: consumi ai minimi storici, industria manifatturiera in difficoltà e investimenti pubblici frenati dal debito.
Dopo un altro surplus nel 2025, il mercato dello zinco si troverà ad affrontare un’eccedenza ancora maggiore prevista per il 2026.
Tra miniere sempre più digitali, vincoli sull’offerta di metalli critici e ridefinizione delle catene di approvvigionamento, l’equilibrio del mercato si fa più complesso e strategico.
Prezzi in ripresa, tensioni sull’offerta e interventi governativi stanno ridefinendo equilibri e strategie lungo tutta la catena del valore dell’alluminio.
Le forze speciali statunitensi hanno catturato il presidente venezuelano Nicolás Maduro e sua moglie, Cilia Flores, per portarli negli Stati Uniti e processarli.