Il nichel spinge l’acciaio inossidabile, ma i prezzi si calmeranno

Anche se le scorte di nichel al London Metal Exchange stanno aumentando, i prezzi del metallo continuano a crescere.

Prezzi del nichel in crescita e domanda in calo. I produttori di acciaio inossidabile sono intrappolati in una specie di diabolica tenaglia.

Si tratta di una situazione che potrebbe sembrare assurda e contro ogni logica di mercato. In realtà, il motivo è sotto gli occhi di tutti: la produzione di acciaio inossidabile cinese.

La disconnessione cinese

La produzione cinese è aumentata del 4% nel terzo trimestre dello scorso anno rispetto al resto del mondo, dove invece è scesa del 9%. La totale disconnessione tra la Cina e tutti gli altri paesi è il fattore che sta guidando il mercato del nichel. Il risultato è un aumento delle scorte di metallo al London Metal Exchange (LME) mentre, allo stesso tempo, i prezzi si stanno avvicinando ai massimi di 17 mesi. Ad oggi, 15 febbraio, hanno raggiunto 18.658 dollari per tonnellata.

Storicamente, quando i produttori cinesi di acciaio inossidabile hanno fame di metallo, risucchiano nichel raffinato da tutto il mondo, un po’ come è successo nell’ultimo anno anche per alluminio e rame.

Ma nel caso del nichel, compreso ghisa di nichel (NPI) e ferro nichel (FeNi), le cose si sono complicate per il divieto di esportazione indonesiano di minerali. Tra l’altro, proprio quando i produttori cinesi avevano investito in nuovi impianti di NPI in Indonesia.

Nel 2020 la Cina ha importato dall’Indonesia l’80% in più di NPI e FeNi rispetto al 2019, per un totale di 3,4 milioni di tonnellate. Una crescita enorme se si tiene presente che nel 2018 ne importava soltanto 600.000 tonnellate.

Al contrario, il metallo proveniente dalle Filippine e dalla Nuova Caledonia è sceso e le importazioni da questi due paesi sono crollate del 30%.

Grandi aspettative per la domanda di solfato di nichel per batterie

Nonostante le grandi aspettative intorno all’elettrificazione e alla domanda di batterie, è sempre l’acciaio inox ad essere il motore principale del consumo di nichel.

Tuttavia, nel lungo termine, gli investitori sanno che, come riportato da Reuters, la domanda dal settore delle batterie potrebbe aumentare da 92.000 tonnellate nel 2020 a 2,6 milioni di tonnellate nel 2040. Le batterie impiegano solfato di nichel e, nel 2020, le importazioni cinesi di solfato di nichel sono aumentate di un impressionante 30%, raggiungendo 5.600 tonnellate.

La corsa dei prezzi è terminata?

Di contro, i produttori di batterie stanno già sperimentando l’utilizzo diretto del minerale per ottenere solfato. Ciò eleminerebbe l’uso corrente di bricchette con un impatto negativo sui prezzi del nichel raffinato quotato al LME.

Traducendo tutto questo in termini di prezzi, gli analisti credono che sia altamente improbabile che il nichel possa spingersi ai suoi massimi storici di quasi 50.000 dollari per tonnellata raggiunti nel 2007. Anche se la crescita degli ultimi 9 mesi è stata impressionante è probabile che nel 2021 i prezzi si stabilizzino o addirittura si indeboliscano leggermente rispetto ai livelli attuali.

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