Mercato delle terre rare tranquillo, ma fino a quando?

Durante le ultime settimane, le terre rare sono rimasti stabili. Il metallo con le maggiori oscillazioni è stato l’ossido di ittrio.

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Il mercato delle terre rare sta attraversando un periodo di relativa tranquillità, ma gli analisti si domandano fino a quando. Il Ministero del Commercio cinese ha dichiarato che aumenterà le quote di esportazioni per il 2012, permettendo alle proprie aziende di esportare ulteriori 10.680 tonnellate di terre rare, portando la quota di quest0’anno a 21.226 tonnellate.

La Jacob Securities Inc., banca di investimento indipendente,  ha pubblicato un rapporto secondo il quale la domanda di terre rare pùò crescere notevolmente se i mercati emergenti continueranno a crescere, soprattutto come classe media. È stimato, in condizioni normali di mercato, che la domanda potrebbe crescere tra il 5% e il 15% nei prossimi 5 anni. La banca di investimento prevede che nel lungo termine i prezzi delle terre rare manterranno i livelli attuali, senza ritornare ai picchi del 2011. Nel rapporto viene citata la Tasman Metals Ltd, una società mineraria canadese, focalizzata sui metalli strategici nelle regioni europee, che sembra abbiano una delle più alte concentrazioni di terre rare pesanti.

La Jacob Securities Inc. consiglia di seguire altre due società: la Montero Mining & Exploration Ltd. e la Frontier Rare Earths Ltd., la prima con depositi di terre rare e uranio in Tanzania, la seconda con progetti di esplorazione per terre rare in Sud Africa.

Durante le ultime settimane, i prezzi delle terre rare sono rimasti stabili. Il metallo che ha subito le maggiori oscillazioni è stato l’ossido di ittrio, che si è mosso tra i 98.00 dollari e i 103.000 dollari a tonnellata. Invece l’ossido di disprosio è rimasto invariato a 1.050 dollari al chilogrammo.

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