Investire in uranio. I 5 maggiori titoli azionari

Quali sono le più grandi società di uranio al mondo per capitalizzazione di mercato? Ecco le Top 5 del mondo…

Investire in uranio. I 5 maggiori titoli azionari

L’uranio non è certo la prima tra le commodities a cui pensa un investitore. Eppure, negli ultimi anni, è stato tra le commodities con le migliori performances.

Più il prezzo dell’uranio è cresciuto e maggiore è stato l’interesse degli investitori verso questo settore. Quest’anno, il metallo è partito a 39,5 dollari per libbra e, nel corso del primo trimestre, ha continuato a crescere. A metà aprile ha poi toccato il massimo 63,50 dollari, il massimo di undici anni.

D’altronde si sono combinati una serie di fattori favorevoli al rialzo, tra i quali i cali della produzione dovuti alle interruzioni per il COVID-19 nel 2020 e una spinta sempre maggiore verso l’energia nucleare come fonte di energia pulita.

Domanda in crescita del 25%

A lungo termine, entro il 2025, le previsioni indicano una crescita della domanda di uranio del 25%, che servirà per alimentare tutti i nuovi reattori in costruzione, localizzati soprattutto in Asia. Inoltre, sta crescendo l’interesse per i piccoli reattori modulari che offrono un altro modo per integrare l’energia atomica in un progetto o in una rete energetica.

Naturalmente, la guerra in Ucraina ha dato un’ulteriore spinta ai prezzi dell’uranio, mentre tutti guardano al mercato spot per acquistare metallo in modo da rispettare i contratti, dopo un anno di chiusura delle miniere e problemi logistici. Si tratta di una situazione straordinaria visto che il mercato dell’uranio si è sempre basato su contratti a medio e lungo termine, programmati dagli uffici acquisti con largo anticipo rispetto all’utilizzo.

In questo contesto, agli investitori interessa conoscere quali sono le aziende che controllano l’estrazione di uranio nel mondo. Quelle che seguono sono le 5 più grandi in termini di capitalizzazione, secondo i dati di mercato aggiornati alla fine della prima decade di aprile 2022.

BHP (capitalizzazione di mercato: 192,12 miliardi di dollari)

BHP detiene la miniera australiana Olympic Dam, uno dei più grandi giacimenti di uranio al mondo. Sebbene sia il rame quello che viene principalmente estratto da questa miniera, anche uranio, oro e argento fanno parte della produzione. Nel 2021, la sua produzione di uranio è diminuita dell’11% anno su anno, passando da 3.678 milioni di tonnellate di concentrato di ossido di uranio a 3.267 milioni di tonnellate.

CAMECO (capitalizzazione di mercato: 12,2 miliardi di dollari)

Per la canadese Cameco il 2020 è stato un anno proprio disastroso, a causa del COVID-19. La produzione è crollata e solo nell’anno successivo ha iniziato a riprendersi, ma pur sempre del 75% al di sotto della capacità produttiva dell’azienda. La produzione di uranio nel 2021 è stata di 6,1 milioni di libbre. Cameco opera soprattutto in Canada dove ha una partecipazione del 50% in Cigar Lake, considerata la miniera di uranio più prolifica al mondo.

NEXGEN ENERGY (capitalizzazione di mercato: 2,99 miliardi di dollari)

Anche NexGen Energy è canadese ed è focalizzata su progetti nel bacino di Athabasca (Canada). Le sue attività principali sono a Rook I, dove sono state fatte una serie di scoperte, tra cui Arrow e South Arrow. Qui potrebbe nascere la miniera di uranio più grande del mondo. L’azienda detiene anche una partecipazione del 51% in IsoEnergy, in fase di esplorazione.

URANIUM ENERGY (capitalizzazione di mercato: 1,59 miliardi di dollari)

Uranium Energy è un’azienda statunitense, che dispone di due piattaforme hub-and-spoke di recupero in situ (ISR) pronte per la produzione nel Texas meridionale e nel Wyoming. La società sta aspettando che i livelli dei prezzi dell’uranio giustifichino l’inizio della produzione. Nel frattempo, ha iniziato ad acquistare uranio fisico nel marzo 2021 e, a metà marzo 2022, aveva accumulato scorte per 4,1 milioni di libbre di uranio.

ENERGY FUELS (capitalizzazione di mercato: 1,52 miliardi di dollari)

È il più grande produttore di uranio negli Stati Uniti, grazie all’impianto di White Mesa, nello Utah, l’unico operativo nel paese con una capacità di oltre 8 milioni di libbre di U3O8 all’anno. Energy Fuels possiede anche il progetto Nichols Ranch ISR nel Wyoming e il progetto Alta Mesa ISR in Texas, entrambi attualmente in standby.

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