La Cina ringrazia per le sanzioni occidentali al petrolio russo

Tanto amare e dannose all’Occidente, tanto dolci e gradite alla Cina. Le sanzioni contro la Russia si stanno rivelando uno dei più grossi regali che gli occidentali abbiano mai fatto in tempi recenti ai cinesi.

La Cina ringrazia per le sanzioni occidentali al petrolio russo

A giugno, per il secondo mese consecutivo, la Russia è ufficialmente il principale fornitore di petrolio della Cina, superando anche l’Arabia Saudita.

Secondo i dati forniti dall’Amministrazione Generale delle Dogane della Repubblica Popolare Cinese, le importazioni di petrolio dalla Russia, che comprendono quelle tramite il gasdotto Siberia Orientale-Oceano Pacifico (ESPO) e quelle via mare, hanno raggiunto 7,29 milioni di tonnellate, in aumento del 10% rispetto all’anno precedente. La capacità di ESPO è di 80 milioni di tonnellate all’anno (1,6 milioni di barili al giorno), cosa che consente alla Russia di spedire grandi volumi di petrolio verso est.

Tante sanzioni… tanti regali alla Cina

Il mese scorso, l’Arabia Saudita ha consegnato 5,06 milioni di tonnellate (1,23 milioni di barili al giorno), con una riduzione rispetto ad un anno fa del 30%.

L’esplosione delle esportazioni russe ai cinesi è ancora più significativa se si tiene conto che, sempre a giugno, la Cina ha ridotto le importazioni complessive di petrolio al livello più basso degli ultimi quattro anni, a seguito dei lockdown imposti in diverse provincie del paese per contenere i casi di COVID-19.

Non si può certo dire che la Cina stia limitando la cooperazione con i paesi soggetti alle sanzioni occidentali. Al contrario, la sta aumentando nonostante le minacce di Stati Uniti e Unione Europea.

Prezzi del petrolio d’occasione per chi compra dai paesi sanzionati

Il pragmatismo cinese è davvero proverbiale e, oltre che dalla Russia, Pechino sta comprando petrolio sia dall’Iran che dal Venezuela, tutti paesi severamente sanzionati dall’Occidente. Ufficialmente non risultano importazioni cinesi dal Venezuela, ma gli operatori di mercato sanno bene che il petrolio venezuelano entra in Cina attraverso altri paesi, soprattutto la Malesia. A giugno di quest’anno, le forniture di petrolio venezuelano e iraniano alla Cina attraverso la Malesia sono aumentate del 126% anno su anno, raggiungendo 2,65 milioni di tonnellate.

I cinesi vogliono far arrabbiare Stati Uniti e Unione Europea rendendo vane le loro sanzioni? Per nulla, o meglio, solo in parte. Il motivo principale per cui la Cina compra petrolio russo, iraniano e venezuelano è semplice: i prezzi sono convenienti. Infatti, grazie alle sanzioni occidentali, i paesi sanzionati vendono il proprio petrolio con forti sconti rispetto al mercato ufficiale.

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