Metalli in deficit, ma investitori in fuga. I prezzi vanno alla deriva

Nel mondo, quasi tutti i metalli sono in deficit, ma i prezzi continuano a scendere. Come è possibile? Ecco come la mancanza di appetito degli investitori può deprimere il mercato…

La recente pubblicazione del World Bureau of Metal Statistics (WBMS) è piena zeppa di informazioni interessanti. Almeno, per tutte quelle persone che stanno cercando di capire dove stanno andando i prezzi dei metalli e cosa accadrà nei prossimi mesi.

Il rapporto in questione copre i primi tre trimestri di quest’anno, da gennaio a settembre, analizzando tutti i principali metalli di base: alluminio, rame, piombo, zinco, nichel e stagno.

I prezzi scendono, ma i metalli sono in deficit

Chiunque, osservando il costante declino dei prezzi nel corso dell’ultimo trimestre, penserebbe ad un eccedenza di metallo, tale da spingere le quotazioni verso il basso. Ma non è così. I fondamentali, questa volta, non c’entrano nulla con la depressione dei prezzi.

Per esempio, il saldo di mercato per l’alluminio primario, da gennaio a settembre, era in deficit di 206.000 tonnellate, che segue un deficit di 1.175.000 tonnellate nel 2007.

Il mercato del rame, a sua volta, ha registrato un deficit di 6.300 tonnellate da gennaio a settembre di quest’anno, dopo il surplus di 93.800 tonnellate del 2017.

Anche il piombo ha registrato un deficit di 138.000 tonnellate da gennaio a settembre. Comunque molto meglio del deficit dello scorso anno, che aveva raggiunto le 393.000 tonnellate.

Stessa musica per lo zinco, in deficit di 52.300 tonnellate tra inizio anno e settembre, quando nel 2017 aveva registrato un deficit di 431.000 tonnellate.

Impossibile immaginare che anche il nichel non sia in deficit, dal momento che tra gennaio e settembre mancavano 33.000 tonnellate. Nel 2017 il deficit era stato di 41.300 tonnellate.

Infine lo stagno, in deficit di 9.700 tonnellate nei primi 9 mesi del 2018 che però, anno su anno, ha visto un leggero aumento delle scorte di 2.400 tonnellate.

Allora, perché i prezzi scendono?

Leggendo tutta questa sfilza di dati sorge spontanea la domanda “perché i prezzi stanno andando a picco?

La risposta è abbastanza semplice e non ha nulla a che fare con i fondamentali. Semplicemente, si tratta di mancanza di appetito da parte degli investitori, che li ha indotti a chiudere la maggior parte delle posizioni speculative lunghe sui metalli di base (quelle di acquisto). I timori sempre più diffusi riguardano il rallentamento graduale dell’economia cinese. Inoltre, le minacce di guerra commerciale e le nuove barriere commerciali, hanno spento le aspettative circa buone prospettive economiche per il 2019.

Tuttavia, come ben sanno gli esperti del settore, le aspettative degli investitori influenzano soltanto i prezzi a breve termine. Ma a lungo termine, i prezzi sono mossi dall’offerta e dalla domanda di mercato. Ed è un fatto che molti metalli rimangano in deficit, con poche possibilità che il panorama domanda-offerta possa cambiare.

Quindi, si potrebbe stare abbastanza tranquilli circa le prospettive dei prezzi dei metalli. A meno che, ci sia qualcosa in quello che sta spaventando gli investitori che arrivi a minare l’economia globale, come potrebbe essere nel caso di un crollo dell’economia in Cina.

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