Metalli Rari

Il Pentagono a caccia di metalli rari

Le scorte dei metalli critici, per il Pentagono, sono essenziali per mantenere il vantaggio militare sugli altri paesi. Per questo motivo verrà presentato un nuovo piano per rivedere le politiche di stoccaggio strategico.

L’esercito americano si sta preparando a rivestire un ruolo attivo nella corsa mondiale alle materie prime, metalli rari in particolare, a causa delle crescenti preoccupazioni circa il predominio cinese su risorse ritenute indispensabili per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti d’America.

Il Dipartimento della Difesa statunitense ha sempre mantenuto delle scorte di un numero limitato di metalli critici come cobalto, stagno e zinco, per un valore stimato a fine 2008 di 1,6 miliardi di dollari. Il Pentagono si accinge a presentare un piano al Congresso per rivedere tutto il proprio programma di magazzinaggio.

Il nuovo piano del Pentagono, soprannominato Strategic Materials Security Program, darebbe maggior potere ai vertici militari per decidere quali metalli comprare e come comprarli, al fine di aumentare le scorte. L’intento è di velocizzare il processo decisionale in un momento in cui la tecnologia militare è in rapida evoluzione e necessita di metalli che la maggior parte dei paesi che li detengono, cerca di limitarne l’esportazione.

Lo scorso anno il Pentagono ha aggiunto 14 nuovi materiali alla lista delle risorse strategiche

Sempre più paesi alleati degli Stati Uniti, stanno aumentando le attenzioni verso l’approvvigionamento di materiali critici. Per esempio, l’anno scorso, l’Australia ha bloccato l’offerta di una società cinese che voleva acquistare una miniera australiana di terre rare. La Cina controlla più del 90% della produzione mondiale di terre rare, che l’esercito degli Stati Uniti utilizza per i laser e i magneti ad alta potenza. Ad ottobre il Pentagono ha aggiunto alcuni di questi metalli nella lista dei materiali da tenere nei propri magazzini strategici.

La crescente concorrenza nel mercato delle materie prime ha scatenato grandi timori nelle forze armate degli Stati Uniti: alcuni materiali che una volta sembravano abbondanti, potrebbero improvvisamente diventare difficili da ottenere a qualsiasi prezzo. Lo scorso anno il Pentagono ha aggiunto 14 nuovi materiali alla lista delle risorse da immagazzinare perchè critiche: litio, alcuni acciai speciali e alcuni metalli delle terre rare. Il totale dei materiali critici ha raggiunto il numero di 68. Ma sono attese a breve nuove aggiunte.

I cambiamenti di politica del Pentagono in tale direzione, hanno tutto il potenziale per fare aumentare i prezzi, soprattutto su quei metalli per i quali il mercato è molto piccolo.


Nel recente passato, il Pentagono è già stato colto alla sprovvista. All’inizio della guerra in Iraq, era necessario un particolare tipo di acciaio per proteggere i soldati dai potenti esplosivi utilizzati dagli insorti a Humvees. Il Dipartimento della Difesa non aveva questo acciaio tra le scorte strategiche e nessuna società nazionale era in grado di produrre le quantità necessarie.

I militari non vogliono assolutamente ritrovarsi in un prossimo futuro a gestire emergenze del genere, che potrebbero mettere a repentaglio la sicurezza dei propri soldati e la sicurezza nazionale.

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