Mercati

Come sarà il 2018 per il ferro? Occhio alla Cina…

La Cina sarà il fattore chiave del 2018, ma ecco tutto quello che dicono gli esperti sulle prospettive del ferro per il nuovo anno…

Come tutti ricordano, il 2016 é stato un anno fortunato per il ferro, con i prezzi che sono saliti decisamente. Ma durante l’anno successivo, i prezzi si sono mossi con più moderazione, pur mantenendo un andamento nel complesso positivo.

Ripercorriamo brevemente cosa è successo nell’anno che sta per finire per provare ad immaginare cosa succederà nel 2018.

Il ferro nel 2017

Come dice Scotiabank, il prezzo medio del 2017 per il minerale di ferro è stato di 70 dollari a tonnellata, con un massimo di 76,87 dollari, raggiunto il 21 febbraio, e un  minimo di 51,82 dollari il 9 giugno.

Dopo aver toccato i minimi, il metallo ha recuperato terreno durante i mesi di luglio e agosto, spinto da una forte domanda da parte dei produttori di acciaio in Cina, che stavano anticipando le mosse del governo circa i tagli di produzione che sarebbero avvenuti in inverno. Inoltre, secondo la Banca Mondiale, la carenza di approvvigionamento in Australia e in Brasile ha messo sotto pressione i prezzi, provocando i rialzi estivi.

In questo contesto, il 5 settembre, il ferro raggiungeva i 74,03 dollari, per poi cominciare a scendere a causa del rallentamento previsto nella produzione di acciaio cinese e dell’aumento dell’offerta. Cosí, l’11 ottobre, i prezzi atterravano a 57,25 dollari. Ma, sul finale d’anno, il ferro risale a 70,45 dollari (20 dicembre), trascinato soprattutto dall’impennata dei prezzi dell’acciaio.

In totale, le acciaierie in 28 città cinesi, hanno tagliato la loro produzione da altoforno di ben il 50%

È abbastanza chiaro che i prezzi del ferro nel corso di quest’anno sono stati influenzati in modo decisivo dai tagli della produzione di acciaio in Cina. In totale, le acciaierie in 28 città cinesi, hanno ridotto la loro produzione da altoforno di ben il 50%, per garantire il raggiungimento degli obbiettivi fissati dal governo per ridurre l’inquinamento durante la stagione invernale. Nel contempo, le acciaierie hanno cominciato a pagare un premio quasi cinque volte superiore a quello di due anni fa per il minerale di alta qualità, per essere conformi alle nuove normative ambientali governative.

Ecco perché Vale, Rio Tinto, BHP Billiton e Fortescue Group Metals, che messe tutte insieme controllano circa il 70% del mercato del minerale di ferro trasportato via mare nel mondo, si sono concentrati sul minerale di ferro di alta qualità. Mentre, inizialmente, queste giganti minerari pensavano che la domanda cinese di minerale di qualità superiore sarebbe stata passeggera, molto presto si sono resi conto che la cosa era seria e, per esempio, Fortescue Group Metals ha dichiarato che oltre la metà della propria produzione passerà da un contenuto di ferro del 58% ad oltre il 60%.

Il ferro nel 2018

Visto quanto accaduto nel 2017, adesso, quello che più interessa a tutti è come si muoverà il mercato nel nuovo anno.

Secondo Scotiabank, i prezzi del ferro sono attesi ad una media annuale di 60 dollari. Un po’ più pessimista la media di FocusEconomics, che prevede che i prezzi scenderanno entro la fine del 2018 (a 58,70 dollari), a causa dell’abbondante offerta e dei magazzini riforniti a sufficienza. Da sottolineare che la media di FocusEconomics, calcolata sui pareri di una gruppo selezionato di esperti, comprende una previsione massima di 66,90 dollari e una minima di 51 dollari.

Tuttavia, gli analisti concordano sul fatto che molto dipenderà da come Pechino si muoverà nei suoi piani per ridurre la capacità industriale durante l’inverno. Nei prossimi 6 mesi si potranno capire le reali intenzioni del governo cinese che, secondo qualche osservatore, non vuole ridurre la capacità produttiva delle proprie industrie ma semplicemente dislocarla lontano dalle grandi città.

L’incertezza dei dati statistici cinesi e l’ombra di riservatezza che avvolge le decisioni del governo, rendono difficile capire esattamente quello sta succedendo al sistema produttivo siderurgico della Cina. Come sempre accade, sarà il mercato e il prezzo a indicarci puntualmente lo stato dell’offerta e della domanda.

METALLIRARI.COM © SOME RIGHTS RESERVED

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Send this to a friend