Il cobalto andrà forte anche nel 2018?

L’interesse per il mercato di cobalto è stato un crescendo anche nel 2017. Ma ecco quali sono le prospettive per il prossimo anno…

Le aspettative per il cobalto, durante l’anno che sta per finire, sono sempre state brillanti.

Il metallo chiave per la produzione delle batterie al litio, utilizzate anche per alimentare i veicoli elettrici (EV), è stato uno dei protagonisti del 2017. I prezzi al London Metal Exchange (LME) sono cresciuti di oltre il 120% da inizio anno e i titoli azionari delle società del settore hanno registrato guadagni del 100%.

Il trend al rialzo dei prezzi dura ormai da inizio anno, grazie alle prospettive di una forte domanda proveniente dal settore EV e alle preoccupazioni che non ci sia abbastanza cobalto. Nei primi giorni del 2017 i prezzi erano di 32.500 dollari, mentre a inizio dicembre hanno raggiunto i 75.000 dollari a tonnellata, il punto più alto dell’anno.

Probabilmente, a spingere i prezzi così in alto non è stata soltanto la domanda, ma anche la speculazione. Agli investitori è sempre più chiaro che la scommessa a lungo termine sullo sviluppo del mercato della mobilità elettrica è vincente.

A spingere i prezzi così in alto non è stata soltanto la domanda, ma anche la speculazione

Molti fondi istituzionali hanno studiato a lungo la catena delle forniture del cobalto, per coglierne tutte le opportunità. Si sono resi conto che le batterie al litio non contengono il metallo quotato al LME, quanto piuttosto solfato di cobalto. Tuttavia, il fatto che il cobalto sotto forma metallica sia quotato in un mercato regolamentato come l’LME, aggiunge una maggiore trasparenza sull’andamento dei prezzi dal momento che le diverse forme di cobalto sono intrinsecamente legate (ma il solfato di cobalto costa molto di più).

Per chi non lo sapesse, l’80% della produzione mondiale di prodotti chimici a base di cobalto, come il solfato, vengono prodotti dalla Cina, che importa la materia prima necessaria dalla Repubblica Democratica del Congo (RDC), un paese ad altissima instabilità politica.

Ma cosa succederà nel 2018?

Innanzitutto, l’aumento della domanda è destinato a continuare. Domanda crescente e scarsità di offerta porteranno ancora ad una crescita dei prezzi, spinti soprattutto dal settore EV. In questo contesto, giocherà un ruolo sempre più importante la Repubblica Democratica del Congo che, attualmente, fornisce il 50% di tutta la produzione mondiale. Di conseguenza, i grossi problemi di questo paese, instabilità politica ed estrazione del minerale ottenuta sfruttando il lavoro minorile, si ripercuoteranno sui prezzi del cobalto.

In ogni caso, secondo Benchmark Mineral Intelligence, tra il 2022 e il 2023 il mercato del cobalto sarà in deficit.

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